LA lista si allunga. Dopo i faldoni dell'Ilva, spostati a maggio da Bagnoli a Roma e i file digitali del repertorio musicale classico napoletano, al momento consultabili solo nella mediateca Santa Teresa di Milano, un altro pezzo di memoria storica partenopea rischia di lasciare la città. Entro il 2016, infatti, a dire addio potrebbe essere l'archivio storico dell'Enel in via Ponte dei Granili. L'edificio, operativo dal 2006, custodisce più di 200 mila carte, fogli e foto, raccolti in corridoi climatizzati e ben tutelati. Pagine di storia legate all'illuminazione delle città italiane, a partire da metà Ottocento. Eppure, da metà luglio, si è deciso di spostarlo. Perché? Le risposte oscillano tra ufficialità e indiscrezioni. Innanzitutto il costo della struttura. Il palazzo, sorto sul sito di un'ex dogana borbonica, e non più di proprietà dell'Enel, avrebbe un fitto troppo elevato (si parla di oltre 700mila euro l'anno). In secondo luogo, c'è un problema di spazio. Ogni anno, si aggiungono 150 metri lineari di carta e gli scaffali scarseggiano. Per il suo archivio storico l'Enel ha un progetto ad hoc: un rilancio di immagine e valorizzazione dei suoi documenti, riposti in un'area urbana più centrale. Ogni carta sarà digitalizzata e, naturalmente, offerta alla consultazione. «Il progetto è di spostare, non chiudere - spiegano dall'Enel - . Comprendiamo quanto i cittadini tengano alla struttura e al suo patrimonio. Per questo siamo aperti ad ogni discussione e incontro con associazioni, comitati ed istituzioni». Detto fatto. Negli ultimi quattro mesi si sono susseguite riunioni sul futuro di quei fogli. Che sono vincolati dal 1992 e affidati dal 2006 alla cura della Soprintendenza archivistica di Napoli. Sono intervenute anche le istituzioni, per essere informate sui fatti, dalla Cgil, alla Regione e al Comune (rispettivamente con gli assessori Amedeo Lepore e Nino Daniele), fino ad un'interrogazione consiliare a Palazzo Santa Lucia voluta dal gruppo del movimento Cinque stelle. Tra i primi ad opporsi allo spostamento c'è il Comitato civico San Giovanni a Teduccio. «Abbiamo presentato - spiega Enzo Morreale, tra i promotori - un documento con sei osservazioni che screditano legalmente il progetto di smistamento ». Ogni punto, infatti, smentisce tutti i fattori di rilancio proposti da Enel. A cominciare dal progetto stesso, ancora in fieri. «Se davvero si vuole spostare l'archivio - prosegue Morreale - per legge è necessario presentare preventivamente un disegno che ne garantisca la funzionalità e consultazione ». Secondo il comitato, il piano dell'Enel è di impacchettare tutto e, in attesa di una destinazione definitiva e completa digitalizzazione, appoggiarsi ad un deposito di Fiano Romano («a proposito di zone decentrate»). Un'operazione che potrebbe richiedere anni. «Scatta qui l'illegalità del procedimento - conclude Morreale ». Parte la petizione. Firmano in molti, da Aldo Masullo a Giuseppe Galasso e Gerardo Marotta: «La città si oppone al suo ennesimo depauperamento culturale». Domani, in mattinata, è stata convocata una riunione al ministero dei Beni culturali coi vertici Enel Gaetano Evangelisti, responsabile Affari istituzionali del sud e Maria Pia De Noia, esperta del settore comunicazioni. Parteciperanno Maria Luisa Storchi, soprintendente archivistica di Napoli, l'assessore Lepore e il consigliere regionale Patrizia Boldoni. «Non abbiamo il potere di pretendere che l'archivio resti qui - dichiara quest'ultima -Ma ancora non ci spieghiamo questa scelta, soprattutto alla luce dei problemi accampati». Ossia, lo spazio i costi, la rivalutazione. «L'archivio storico - aggiunge Boldoni - è un orgoglio della città. Sappiamo che i proprietari sono disponibili a rimodulare il prezzo d'affitto includendo anche l'utilizzo della palazzina accanto. Speriamo di poter avviare trattative alternative».
L'archivio storico Enel rischia l'addio
L'archivio storico dell'Enel in via Ponte dei Granili a Napoli è in pericolo di essere spostato entro il 2016. L'edificio, che custodisce oltre 200 mila carte, foto e documenti, rischia di lasciare la città a causa del costo elevato del fitto e del problema di spazio. L'Enel ha un progetto per digitalizzare gli archivi e offrirli alla consultazione, ma il Comitato civico San Giovanni a Teduccio ha presentato un documento che screde il progetto e ha opposto la sua opposizione. La petizione è stata lanciata per fermare lo spostamento dell'archivio. Il ministero dei Beni culturali ha convocato una riunione per discutere del futuro dell'archivio.
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