Dalla chiesetta di Soleto ai portici di Melpignano il progetto Inculture svela i tesori della Grecìa e in molti casi ne promuove il restauro: "Così restituiamo a tutti gioielli del nostro passato" ALLA SCOPERTA dei tesori artistici e culturali del Salento "minore". Lontano dai circuiti ufficiali, all'interno della cosiddetta Grecìa Salentina, esistono luoghi come la chiesa di Santo Stefano a Soleto, sconosciuta ai più eppure fra i più interessanti esempi di arte pittorica di età tardo Gotica presenti in Puglia, o ancora della cinquecentesca piazza San Giorgio a Melpignano, l'unico caso presente in tutta la regione di piazza porticata a pianta quadrata. A svelare questi e altri dieci luoghi degni di attenzione è stato il progetto Inculture che, finanziato dal Miur, nel corso dell'ultimo triennio ha messo in campo una serie di azioni prima conoscitive e di valorizzazione e, in alcuni casi, anche propedeutiche al restauro di tesori misconosciuti come la cripta di San Sebastiano, i cui affreschi risalenti all'XI secolo torneranno a nuova luce proprio grazie a uno studio diagnostico effettuato dallo staff di Inculture insieme con i ricercatori dell'Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam) del Cnr a Lecce e i tecnici del laboratorio di restauro del Politecnico di Torino. «Abbiamo messo a disposizione dei privati che possiedono la cripta racconta l'architetto Sofia Giammaruco, coordinatrice di Inculture il frutto delle indagini compiute sugli affreschi e sulla struttura. E il risultato, più che positivo direi, è che su queste basi è stato avviato il recupero di un gioiello degno di essere scoperto a restauro ultimato». Ma non è il solo caso nel quale dalla ricerca si è passati alla salvaguardia. «A Zollino abbiamo studiato continua - le aree delle cosiddette pozzelle, un singolare sistema di raccolta dell'acqua piovana di incerta datazione permette lo stesso filtraggio dell'acqua, rendendola potabile. Usate fino a mezzo secolo fa, per le pozzelle di Pirro abbiamo affidato al Comune di Zollino un dossier per la loro conservazione, messa in sicurezza e valorizzazione ». Per beni invece già restaurati come la chiesa di Santo Stefano, a Soleto, il progetto Inculture ha realizzato una app per la visita con la tecnica della realtà aumentata presto scaricabile sull'Apple Store e su Google Play - e un libro, in entrambi i casi messi a disposizione gratuitamente sia dei turisti e operatori culturali che degli enti locali e istituzioni. E spazio anche all'archeologia industriale, attraverso il caso del molino a cilindri Coratelli di Corigliano d'Otranto, sul quale, spiega Sofia Giammaruco, «abbiamo realizzato uno studio preliminare sullo stato di conservazione di questo ex opificio, nato nei primi anni del '900, e consegnato alla proprietà perché possa immaginarne su basi concrete il recupero e la musealizzazione. Non solo. Sull'ex molino abbiamo realizzato anche un libro e un documentario, che mettono a fuoco un po' tutto lo scenario dell'industria molitoria in Puglia». Nel caso di Melpignano, invece, proprio attraverso Inculture è nato un percorso di progettazione partecipata per una nuova illuminazione della piazza, tale da esaltarne la tipicità dei porticati. Quanto mai sui generis la vicenda del parco archeologico di Apigliano: «È di proprietà del Comune che, in assenza di sufficienti risorse, non è in grado di assicurarne una regolare apertura e dunque la fruizione che meriterebbe. Da scoprire ci sarebbe un insediamento di età bizantina ma, vista la limitata possibilità di visitarlo, abbiamo realizzato e messo a disposizione degli enti locali una app per la visita a distanza del parco e, insieme con l'Università del Salento, abbiamo contribuito alla realizzazione di un volume che dà conto delle recenti campagne di scavi». Non solo ricerche scientifiche, libri e app, tuttavia, fra le azioni messe in campo durante il progetto Inculture che, attraverso i linguaggi delle arti, dalla fotografia d'autore di Piero Marsili Libelli alla videoarte di Carlo Michele Schirinzi, ha raccontato i tesori del Salento minore con un calendario e un cortometraggio e molto altro ancora che si può scoprire e consultare navigando sul web all'interno del portale che svela le attività del progetto (www.inculture.eu).
Cripte, mulini e app viaggio nell'altro Salento
Il progetto Inculture, finanziato dal Miur, ha messo in campo azioni di valorizzazione e restauro di tesori culturali della Grecìa Salentina. Il progetto ha svelato luoghi come la chiesa di Santo Stefano a Soleto e la piazza San Giorgio a Melpignano, e ha realizzato studi diagnostici e restauri di affreschi e strutture. Il progetto ha anche realizzato app e libri per la visita dei luoghi, e ha contribuito alla salvaguardia di aree come le pozzelle di Zollino. Inoltre, il progetto ha raccontato i tesori del Salento minore attraverso la fotografia, la videoarte e il cortometraggio.
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