DURANTE LA VISITA AL MONUMENTO RESTAURATO PARLA DEI PROGETTI PER IL GIUBILEO È STATA inaugurata ieri e, c'è da giurarci, proseguirà fino alle elezioni della prossima primavera, la campagna romana del segretario- premier Matteo Renzi. Sempre più deciso a metterci la faccia, a giocarsi il tutto per tutto pur di riconquistare la fiducia (nel Pd) degli abitanti dell'Urbe, messa a dura prova dagli errori commessi dall'amministrazione Marino e da una caduta ancor più rovinosa. Una campagna che il presidente del consiglio ha voluto battezzare alla sua maniera, al netto del piano del governo (da lui praticamente dettato a braccio: «Ho fatto il sindaco, so come si fa») per rimettere in sesto la capitale d'Italia in vista del Giubileo. Con un personalissimo test a sorpresa per dimostrare, innanzitutto a se stesso, quanto fosse giusta l'intuizione illustrata in tv una ventina di giorni fa. Quando, a proposito delle dimissioni annunciate dal chirurgo dem, davanti ai mircofoni di Fabio Fazio tagliò corto: «Si è rotto il rapporto tra Marino e la città». E perciò quale migliore occasione che fare un giretto da solo, in centro, con la scusa di ammirare la Fontana di Trevi fresca di restauro, per sondare gli umori di quelle «centinaia di migliaia di romani» che secondo l'ex inquilino del Campidoglio avrebbero ricevuto «uno schiaffo in faccia» a causa della sua destituzione? Un blitz organizzato al volo, in coda alla cerimonia ufficiale all'Altare della Patria. È allora, intorno alle dieci del mattino, che Renzi è salito sulla sua autoblu, si è fatto lasciare lungo via del Corso e si è spinto a piedi fino a piazza Trevi, dove si è fermato a scambiare due chiacchiere, tra selfie e battute, con turisti e passanti. Per poi infilarsi nella galleria Alberto Sordi, sorseggiare un caffè al bancone di uno dei bar interni e infine raggiungere Palazzo Chigi. Un test superato a meraviglia, a detta dello stesso premier: nessuna contestazione, non uno che gli abbia chiesto conto della cacciata di Marino, neppure una lagnanza sul sindaco dimissionato. Solo sorrisi larghi e strette di mano: «Preside' come la trovi la fontana di Trevi?»; autoscatti a raffica col garzone del forno e con una stangona dell'Est; «che roba straordinaria avete fatto» si complimenta con due funzionarie della sovrintendenza; «grazie e buon lavoro» liquida il vetturino di una botticella che quasi cade da cavallo per salutarlo. Come se quanto successo in Campidoglio fosse una roba minore, mai accaduta o già archiviata. È soddisfatto, Renzi. La prova su strada lo ha confortato: il percorso, sebbene ad alto rischio, è quello giusto. Frutto di una strategia che ora prevede di far cadere ogni polemica e l'oblio su Marino, qualsiasi cosa dica o s'inventi, lavorando tutti ventre a terra per la riuscita del Giubileo e la rinascita di Roma. «Quando a maggio- giugno ci sarà la campagna elettorale », conclude il premier, «allora la politica riprenderà il suo ruolo e il suo spazio». E Ignazio sarà bello che dimenticato.
Blitz del premier a Fontana di Trevi "Ora rimetteremo in sesto la città"
Ieri è stata inaugurata la campagna del segretario premier Matteo Renzi per il Giubileo, che si svolgerà fino alle elezioni primaverili. La campagna è stata lanciata con un test personale di Renzi, che ha visitato il monumento restaurato di Trevi e ha incontrato i romani. Il premier è stato soddisfatto del risultato, che ha dimostrato che il percorso scelto è il giusto. La campagna si concentrerà sulla riuscita del Giubileo e sulla rinascita di Roma, lavorando tutti insieme e senza polemiche. La politica riprenderà il suo ruolo e il suo spazio solo a maggio- giugno, quando si terranno le elezioni.
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