IL BUSINESS CRIMINALE LEGATO AI BENI CULTURALI È IL TERZO PER IMPORTANZA: UN GIRO D'AFFARI DA 150 MILIONI L'ANNO MA ORA LA TECNOLOGIA DÀ UNA MANO A MUSEI E GALLERIE Milano L a gestione degli accessi e la garanzia di integrità delle opere sono i due fattori di maggiore criticità legati alla sicurezza dei musei, e più in generale dei luoghi d'arte. Un tema caldo per l'Italia, che ha un patrimonio artistico senza pari al mondo, ma che deve fare i conti con la pesante piaga dei furti e degli atti vandalici. Secondo il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico, dal 1970 ad oggi sono stati trafugati 438.729 oggetti d'arte, di cui 134.614 sono stati recuperati proprio grazie all'intervento dell'Arma. Il business criminale sui beni culturali in Italia è il terzo per importanza, con un giro d'affari stimato di 150 milioni di euro all'anno. «Nel nostro Paese vi è una drammatica carenza di sistemi di sicurezza adeguati alla consistenza del patrimonio culturale, composto da 46.025 beni architettonici vincolati, 5.668 beni archeologici, 3.847 musei, 240 aree archeologiche e 12.936 biblioteche », spiega Carlo Hruby, vice presidente della Fondazione Enzo Hruiby, la cui attività (tra l'organizzazione di eventi, la pubblicazione di volumi e il sostegno a progetti specifici) si focalizza sulla sicurezza dei beni storici, artistici e architettonici. «Salvo poche eccellenze, in questi luoghi e per questi beni manca una gestione della protezione che tenga conto della necessità dell'implementazione dei sistemi, della sostituzione di quelli obsoleti, della manutenzione costante e della formazione di personale preposto alla sicurezza». Criticità molto gravi se si pensa che il turismo culturale rappresenta oltre il 30 dell'industria turistica nazionale ed è in crescita: nel 2014 i visitatori nei musei statali italiani sono stati oltre 40 milioni, con un aumento del 6,2 rispetto al 2013. E l'anno in corso dovrebbe registrare una crescita ulteriore, grazie al traino dell'Expo che si è appena concluso e del Giubileo che si aprirà a dicembre. La tecnologia riveste un ruolo chiave nel contrastare danni e fenomeni criminali. Negli anni sono state messe a punto soluzioni numerose soluzioni in grado di integrarsi negli ambienti storici e di valore artistico, dalla videosorveglianza ai sistemi antifurto, ai software per controllo degli accessi, ad esempio attraverso tornelli e porte elettroniche che consentono di individuare movimenti sospetti in luoghi affollati grazie a sofisticati calcoli matematici. Se poi un malintenzionato dovesse riuscire a entrare, può trovare l'accoglienza dei nebbiogeni, in grado di creare una fitta nebbia, innocua intorno all'intruso, utile però per impedirgli di guardarsi intorno e dunque di commettere furti o manomissioni. Sempre più spesso queste soluzioni sono gestibili da remoto, consentendo agli addetti alla sicurezza di monitorare su un semplice telefonino l'eventuale sovraffollamento in aree di passaggio in un edificio. Come nel caso del sistema di chiusura digitale di cui si è dotato il museo di Francoforte, che prevede un sistema di accessi differenziati per tipologia di utenti e un software di monitoraggio in tempo reale. Per il Maxxi, museo delle Arti del XXI secolo di Roma, è stato realizzato un apparato di videosorveglianza, basato su tecnologia Ip, che dispone di 130 telecamere gestite da un unico sistema basato su un algoritmo di analisi incorporato Iva (Intelligent Video Analisys), che facilita il compito dell'operatore della control room, evidenziando rapidamente solo le immagini delle telecamere che necessitano di particolare attenzione (ad esempio l'attraversamento di un varco non consentito o il prolungarsi della presenza di una persona o di un oggetto in una certa area). La tecnologia wireless è di casa al Museo d'Arte Moderna e Contemporanea (Mart) di Trento e Rovereto: ciascuna opera è stata dotata di sensori intelligenti in grado di rilevare anomalie ambientali e di movimento, segnalandole in tempo reale ai responsabili della struttura. Iniziative che, per non restare isolate, necessitano di prendere piede a tutti i livelli, con il coinvolgimento delle istituzioni negli investimenti. Una necessità che tuttavia si trova a fare i conti con le restrizioni alla spesa pubblica. Secondo il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico, dal 1970 ad oggi sono stati trafugati 438.729 oggetti d'arte, di cui 134.614 sono stati recuperati
Uno scudo tecnologico contro i Lupin dell'arte
Il business criminale legato ai beni culturali è il terzo per importanza in Italia, con un giro d'affari stimato di 150 milioni di euro all'anno. La gestione degli accessi e la garanzia di integrità delle opere sono i due fattori di maggiore criticità legati alla sicurezza dei musei e dei luoghi d'arte. La tecnologia riveste un ruolo chiave nel contrastare danni e fenomeni criminali, con soluzioni come la videosorveglianza, i sistemi antifurto e i software per controllo degli accessi. Negli ultimi anni sono state messe a punto soluzioni numerose in grado di integrarsi negli ambienti storici e di valore artistico.
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