Un cimelio del passato, ricostruito e di nuovo capace di incantare. È stato presentato ieri alla Borsa del Turismo Archeologico di Paestum il documentario sulla musica perduta degli etruschi, realizzato dal regista massetano Riccardo Bicicchi e finanziato dalla Regione Toscana, dalla Provincia e la cui realizzazione è stata coordinata dal Centro di Rete dei Musei di Maremma. Tutto nasce dal ritrovamento degli strumenti a fiato recuperati dal relitto di una nave d'età arcaica a Campese, all'isola del Giglio, su cui il musicista Stefano Cantini e l'etruscologa Simona Rafanelli hanno effettuato una serie di ricerche e hanno esaminato e misurato dal vero gli strumenti antichi. Cantini ne ha curato la loro riproduzione fedele, lavorando sulle sonorità che quegli strumenti potevano esprimere. Dal lavoro, pubblicato in un libro curato dalla Rete museale ed edito da Effigi nel 2013, sono emerse interessantissime novità, che hanno ad esempio portato a cambiare la definizione degli antichi strumenti studiati: Cantini infatti ha scoperto, tra l'altro, che non si tratta di flauti ma di strumenti a fiato molto simili all'oboe. Dopo Paestum, il documentario sarà presentato il 6 novembre alle 17 a Massa.
MASSA MARITTIMA Strumenti a fiato etruschi in mostra a Massa Marittima
Un cimelio del passato, ricostruito e di nuovo capace di incantare. È stato presentato ieri alla Borsa del Turismo Archeologico di Paestum il documentario sulla musica perduta degli etruschi, realizzato dal regista massetano Riccardo Bicicchi e finanziato dalla Regione Toscana, dalla Provincia e la cui realizzazione è stata coordinata dal Centro di Rete dei Musei di Maremma. Tutto nasce dal ritrovamento degli strumenti a fiato recuperati dal relitto di una nave d'età arcaica a Campese, all'isola del Giglio, su cui il musicista Stefano Cantini e l'etruscologa Simona Rafanelli hanno effettuato una serie di ricerche e hanno esaminato e misurato dal vero gli strumenti antichi. Cantini ne ha curato la loro riproduzione fedele, lavorando sulle sonorità che quegli strumenti potevano esprimere. Dal lavoro, pubblicato in un libro curato dalla Rete museale ed edito da Effigi nel 2013, sono emerse interessantissime novità, che hanno ad esempio portato a cambiare la definizione degli antichi strumenti studiati: Cantini infatti ha scoperto, tra l'altro, che non si tratta di flauti ma di strumenti a fiato molto simili all'oboe. Dopo Paestum, il documentario sarà presentato il 6 novembre alle 17 a Massa.
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