Del piano per la costruzione di venti villette sulla collina della Baccanella si comincia a parlare in consiglio comunale a Massarosa nel 2004. L'amministrazione è guidata dal sindaco di Forza Italia Fabrizio Larini. Nel 2006 partono i lavori nonostante le contestazioni durissime delle opposizioni e di Italia Nostra e gli esposti anche alla procura sul piano di lottizzazione. Ci sono i primi controlli dei vigili, parte l'inchiesta, il cantiere si blocca. E la procura chiama in causa anche la politica e in particolare il sindaco Larini. Ma già nel 2010 il caso comincia a sgonfiarsi. Intanto con la sentenza del Tar che non rileva illegittimità alcuna nelle procedure seguite per l'autorizzazione del piano di lottizzazione. Nel novembre del 2011 quattro persone e tra queste lo stesso ex primo cittadino, vengono prosciolte da ogni accusa in fase di udienza preliminare dal gup. Vanno a processo per i presunti abusi il direttore dei lavori, il titolare dell'azienda che ha eseguito l'intervento e il proprietario del terreno, oggi definitivamente assolti.MASSAROSA Saranno completate due delle venti villette di cui, nel 2006, era cominciata la costruzione alla Baccanella a Quiesa. Su quella collina abbandonata si torna a lavorare dopo una battaglia cominciata nel 2004 nelle aule del consiglio comunale, dopo sei anni dallo stop al cantiere e un processo che in primo grado ha condannato tre professionisti e in appello ha disposto l'estinzione del reato per prescrizione cancellando di fatto anche l'ordinanza di demolizione delle opere. Anni di articoli, accuse, indagini, proteste, carte bollate. E costi. Per tutti: il pubblico, i privati coinvolti, l'ambiente e il paese di Quiesa. Si riavvolge il nastro. Si ricomincia da capo in questa storia "italiana" la cui parola fine è prossima anche se non ancora definitivamente scritta. La vicenda giudiziaria. Quello che è certo è che si è chiusa, una volta per tutte, la vicenda penale intorno a presunti abusi edilizi, riconosciuti come tali in primo grado e cancellati dalla prescrizione in appello poco più di un mese fa. Il Comune di Massarosa, parte civile nel procedimento penale, ha deciso di non procedere con il ricorso - peraltro costoso per le casse pubbliche - in Cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Firenze di alcune settimane fa. Sentenza che, come detto, di fatto stravolge quella di primo grado emessa nell'ottobre del 2013. All'epoca il Tribunale di Lucca condannò per abusi edilizi il direttore dei lavori, l'architetto viareggino Federico Gemignani, il costruttore Brunello Pardini, titolare della Quadrifoglio Scavi che ha effettuato l'intervento, e Leonardo Vinchesi, in quanto rappresentante della società Lucente srl proprietaria dei terreni e delle villette. Sentenza di colpevolezza emessa nonostante il pubblico ministero avesse richiesto il proscioglimento degli imputati per prescrizione del reato loro contestato. Il giudice ritenne di dover procedere diversamente. Poche settimane fa la Corte d'appello ha chiuso la partita: reato estinto per prescrizione, ordinanza di demolizione delle opere finite sotto inchiesta e poi a processo revocata, nessuna condanna a favore della parte civile. E quindi niente Cassazione. La soluzione urbanistica. Anche perché l'amministrazione comunale in carica una soluzione, sul piano urbanistico, per l'ormai ex scandalo Baccanella l'ha trovata. Ha cominciato a lavorarci parecchio tempo fa, in seno alla definizione della variante al regolamento urbanistico che andrà in approvazione, in via definitiva, nella prossima primavera. «L'accordo - spiega il sindaco Franco Mungai - prevede che nella parte bassa della collina della Baccanella vengano ultimate le due villette per le quali erano già cominciati i lavori e non è più valida l'ordinanza di demolizione. La parte alta sarà invece ripristinata a verde sulla base di un progetto approvato anche dalla Sovrintendenza. Nella variante al regolamento urbanistico, poi, è previsto che la parte restante dei volumi di quel piano venga realizzata in un'altra area individuata a Quiesa». Sulla Baccanella si potrà tornare a lavorare subito. Anche per risanare lo stato di abbandono e degrado di quell'area di Quiesa. Valentina Landucci