Gli archeologi spiegano alla gente di Volterra e ai turisti cosa hanno scoperto finora. Sorge (Soprintendenza): «La struttura ospitava fino a 10mila spettatori» VOLTERRA. I cancelli del cantiere di Porta Diana si sono aperti alle 9 di sabato 31 ottobre. Dopo un'ora erano già 90 le persone che avevano varcato l'ingresso. Alle 12,30 la cifra di visitatori era lievitata a circa 200, tra gente del posto e turisti, anche stranieri. Numeri che la dicono lunga sulla voglia di anfiteatro romano che sta maturando a Volterra. Un entusiasmo esploso durante il primo "porte aperte" nel luogo del ritrovamento «più importante dell'ultimo secolo», come Regione e Comune presentarono la scoperta nel mese di agosto, proprio in sede di annuncio. E l'euforia di voler vedere cosa gli archeologi della Soprintendenza hanno fatto emergere fino a questo momento ha trovato una base d'appoggio molto solida nelle parole di Elena Sorge, la funzionaria della Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana, che sta diventando volterrana d'adozione: "Ormai siamo certi di una cosa. Quello che abbiamo sotto i piedi è un anfiteatro di epoca romana con tre ordini di gradinate, capace di contenere dalle ottomila alle diecimila persone". Porte aperte all'anfiteatro. Una giornata di splendida luce per consentire ai visitatori di vedere lo stato di avanzamento dello scavo e immaginare la bellezza di una struttura che i romani costruirono intorno al I secolo avanti Cristo. Il tutto attraverso le parole degli archeologici che hanno lavorano nelle ultime settimane al primo saggio archeologico. Finora è stato scavato in un'area di circa 300 metri quadrati, portando alla luce la parte alta dell'anfiteatro, quella delle tribune sotto cui, secondo gli esperti, c'erano le stanze cosiddette di servizio, dove venivano tenuti gli animali. Un'opera resa possibile da un finanziamenti di 40mila euro concesso dalla Fondazione Cassa di risparmio di Volterra e dallo stesso istituto di credito. Arrivando nel terreno sotto al cimitero comunale, dove è stato scoperto l'anfiteatro, si vedono muretti, pietre antiche e vari elementi di quello che, un tempo, era l'ingresso dalla parte alta della struttura alle gradinate dell'arena. Una piccolissima parte, ma che rende la visita un'esperienza molto suggestiva. Specie se si chiudono gli occhi e si vola indietro nel tempo per ritrovarsi a incitare i gladiatori.