Anpi e Teramo Nostra si uniscono per dire no allo smantellamento della Casa del soldato di Porta Romana messa in vendita dall'Agenzia del Demanio. In una nota congiunta Antonio Topitti, presidente della sezione teramana "Manfredo Mobili", e Piero Chiarini, presidente dell'associazione Teramo Nostra, segnalano che «attualmente lo Stato mette in vendita tutto, prescindendo dal valore storico artistico». La struttura, dove prima c'era il convento domenicano e poi la gendarmeria borbonica, è stata sede del distaccamento dell'Artiglieria. Dopo il 1915, con l'inaugurazione della caserma che si trovava nella zona dei Tigli e di un secondo edificio militare, la Casa del soldato rimase in uso per i sottufficiali residenti a Teramo, per poi divenire più tardi sede del Nastro Azzurro e sezione del Distretto militare. «La parete esterna è ornata da un lapidario che non può essere assolutamente rimosso», fanno sapere Topitti e Chiarini, «se scelleratamente lo si facesse, si rimuoverebbe la storia teramana dei 150 anni dell'unità, cosa che consideriamo gravemente riprovevole, soprattutto nel centenario della prima guerra mondiale». Dopo aver ricordato che tra le targhe è presente un omaggio a Giovanni Rossi, primo eroe caduto sul Carso, l'Anpi e Teramo Nostra sollecitano il Comune e la Soprintendenza affinché decidano al più presto la nuova collocazione del lapidario e delle targhe. Le due associazioni chiedono che sia fatto prima del 4 novembre, festa dell'unità nazionale e delle forze armate, suggerendo anche di utilizzare gli spazi della caserma Costantini per ospitare i riconoscimenti e gli oggetti di valore storico presenti nella Casa del soldato.(c.d.g.)