L'elegante proposta di lighting design ideata dagli architetti Sassi e Sagina ridisegna l'area tra Rimembranza, Cassero, ex ospedale e Vallo degli Arcieri GROSSETO. C'è un tratto delle Mura medicee particolarmente ricco di storia e significato per Grosseto ma altrettanto trascurato e sconosciuto nel suo originario valore. È il tratto che va dal bastione della Rimembranza, con il suo Parco dedicato ai caduti in guerra, al Cassero senese. Tra i due bastioni, i resti di quello che fu un percorso archeologico con reperti etruschi, oggi semidistrutti dai vandali. Il percorso si affaccia da un lato sul Vallo degli Arcieri, oggi usato come parcheggio, e dall'altro su via Saffi, oggetto ad agosto di uno degli interventi più importanti degli ultimi anni in centro storico, l'abbattimento dell'ex ospedale, che tra le polemiche ha liberato un nuovo spazio. Luce sui luoghi e la storia. Questa porzione di Mura oggi è avvolta nell'oscurità, sia in senso letterale di notte gli unici punti luce sono i lampioni di via Saffi che metaforico. In tutto il percorso non esiste un cartello (uno) di spiegazioni di cosa sia questo esagono e come funzionasse. Su questi spazi, e sulla storia che raccontano, secondo gli architetti Stefano Sassi e Stefano Sagina dello studio S4Lighting di Grosseto bisogna iniziare ad "accendere la luce", e da qui avviare un percorso di rivalorizzazione dell'intero circuito murario, «una straordinaria risorsa dicono Sassi e Sagina che deve costituire il riferimento, il cardine del senso d'identità di tutti i grossetani». Una proposta per la città. Ma come? Come si può tornare a vedere gli abitanti riappropriarsi di questi spazi? Sulla scia del fermento innescato lo scorso settembre dall'Arena Tirreno, la tre giorni di riflessioni e dialoghi organizzata dal Tirreno intorno agli edifici storici della città e dei suoi dintorni che attendono di essere riutilizzati-riabitati, Sassi e Sagina hanno elaborato un metaprogetto intitolato non a caso "Luce sulle Mura e sui segni di storia". Con pochi ma intelligenti tocchi di luce e un corredo di informazioni sulle antiche pietre, ad oggi inesistente, la loro idea potrebbe restituire questi spazi alla loro antica bellezza per farne luoghi finalmente accessibili e da scoprire, dai turisti ma anche dai grossetani, forse inconsapevoli del valore di quel gioiello che sono le Mura e dintorni . Niente cemento, solo luce. Il metaprogetto non prevede una goccia di cemento. L'intero intervento sfrutta infatti un unico ingrediente: la luce. La luce ridisegna percorsi, valorizza dettagli, aggiunge un fascino sofisticato a un luogo di per sé suggestivo che attende solo una piccola mano per rendersi evidente. Lampioni: un'altra storia. Del resto di progetti di illuminazione delle Mura avanzati negli anni dalle varie amministrazioni cittadine sono piene le cronache. Ecco: al posto di piantare impersonali pali della luce, la proposta dei due architetti è di approfittare della necessità di illuminare le Mura per regalare loro una luce che le valorizzi al meglio e ne illumini la storia e la bellezza. Quattro aree da valorizzare. La proposta si compone di oltre sessanta pagine, ripercorre la storia delle Mura a partire dalla costruzione, tra Cinquecento e Seicento, e si concentra su 4 aree: il Parco della Rimembranza, il percorso archeologico che da lì conduce al Cassero e gli spazi al di là e al di qua di questo tratto di Mura, vale a dire il Vallo degli Arcieri sulla parte esterna e lo spazio triangolare dell'ex ospedale. L'area dell'ex ospedale. Per i dettagli sul Parco e il percorso archeologico si rimanda all'articolo in basso. Quanto all'area dell'ex ospedale è da qui che parte il progetto. «Circa dieci anni fa spiega Sagina noi stessi avevamo proposto un progetto per recuperare questa parte degradata del centro storico. Nel Catasto Leopoldino del 1832 risulta che all'epoca in questo spazio, che sembra essere una pertinenza del convento francescano, non vi erano costruzioni ma una superficie dove i frati coltivavano piante e alberi. Insomma, un hortus conclusus. Questo spazio oggi potrebbe costituire la testa di un sistema di valorizzazione che arriva ad abbracciare le Mura e il Campo degli arcieri». Giardino e proiezioni. La proposta "per il giorno" prevede di riportare qui un giardino per gli anziani (concepito indicato particolarmente per i malati di Alzheimer) e per i bambini. All'imbrunire la stessa area potrebbe ospitare qualsiasi tipo di proiezione la fantasia e l'estro artistico siano in grado di concepire, dalle cartoline d'epoca che illustrano lo sviluppo della città, a proiezioni d'arte contemporanea, a quelle a uso di lezioni, flash mob, cartoni animati e altro ancora. "Cinema" al Vallo degli Arcieri. Scavalcando il braccio di Mura tra i due bastioni, le proiezioni potrebbero essere replicate anche nel Vallo degli Arcieri. «L'esterno delle Mura spiega ancora Sagina era un'immensa terra spoglia con vari elementi difensivi tra i quali il fossato. Le Mura di Grosseto, a differenza di quelle di Lucca, non hanno avuto un'adeguata fascia di rispetto e oggi il sistema difensivo esterno non è più leggibile. Il Campo degli Arcieri, e piazza Nassirya, sono le uniche due aree si prestano maggiormente alla rilettura dei segni della storia. Via il parcheggio. Oggi al posto del fossato c'è un parcheggio e nessuna traccia di valorizzazione. «Liberato dalle auto spiega Sagina potrebbe diventare un nuovo spazio di relazione per la città, dove organizzare concerti, super audio, dirette streaming proiettate direttamente sulle Mura». Le proiezioni potrebbero esse stesse raccontare la storia del luogo dove sono proiettate, disegnando ad esempio sullo schermo, mattone su mattone, la costruzione delle Mura, o mostrando sul vero parapetto in pietra le sagome, ricostruite al computer, degli antichi soldati e così via. Un progetto da sfogliare. Le soluzioni, insomma, sono pressoché infinite e i costi di realizzazione, dicono gli architetti, tutt'altro che esosi. La proposta c'è e il progetto è a disposizione di chi avrà la curiosità di sfogliarlo.
GROSSETO - Nuova luce sulle Mura e sulla storia della città
Gli architetti Stefano Sassi e Stefano Sagina hanno proposto un progetto di illuminazione per il tratto delle Mura medicee di Grosseto, che è stato trascurato e sconosciuto nel suo valore storico. Il progetto, intitolato "Luce sulle Mura e sui segni di storia", prevede di utilizzare la luce per valorizzare e rendere accessibili gli spazi e la storia del luogo. La proposta si concentra su quattro aree: il Parco della Rimembranza, il percorso archeologico, il Vallo degli Arcieri e lo spazio dell'ex ospedale. Il progetto prevede di utilizzare lampioni e proiezioni per illuminare e valorizzare gli spazi, e di creare un nuovo spazio di relazione per la città.
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