"Scelti materiali adatti a un'area di servizio autostradale" Sta per compiere 80 anni il complesso della Stazione di Santa Maria Novella realizzato dal Gruppo Toscano guidato da Michelucci. Un anniversario importante che impone una riflessione sul futuro di questo capolavoro dell'architettura moderna, al cui interno, grazie al recupero della Palazzina Reale, abbiamo recentemente trovato casa insieme alla Fondazione degli Architetti. Da questo luogo carico di significato, da tempo assistiamo con preoccupazione a un susseguirsi di eventi che non possono lasciarci indifferenti. Lo dobbiamo ai nostri iscritti. Prima abbiamo assistito all'asfaltatura della "galleria delle carrozze" all'ingresso della Stazione, e nel denunciare pubblicamente l'inappropriatezza dell'intervento, abbiamo sperato che si trattasse di un episodio, che per quanto grave, fosse limitato a una svista degli enti preposti alla manutenzione, tutela e controllo. Purtroppo i recenti lavori in Piazza Stazione messi in campo da Grandi Stazioni spa confermano che si tratta di un modus operandi che rischia di definire il nuovo standard d'intervento riguardo alla manutenzione di un centro storico ricco di monumenti e, almeno per ora, patrimonio dell'umanità. I lavori hanno visto la totale rimozione della pavimentazione in porfido - prima accatastato e poi frantumato e usato come massicciata di supporto del nuovo manto di asfalto - e l'inserimento di nuovi materiali totalmente decontestualizzati, adatti forse per un'area di servizio autostradale, ma inadeguati a interagire con un'opera architettonica come il complesso della Stazione. La necessità di risolvere il degrado della Piazza poteva essere colta come un'opportunità per creare uno spazio che si rapportasse alla presenza dei monumenti in quel mutuo scambio di valorizzazione, unico antidoto al decadimento dei luoghi urbani, il cui progressivo degrado è quasi sempre riconducibile alla mancanza di qualità. Al progetto delle infrastrutture dev'essere sempre affiancato quello architettonico. Quest'ultimo è palesemente mancato e la conduzione emergenziale dei lavori costituisce un'aggravante piuttosto che un alibi. Denunciamo con fermezza tali modalità di intervento: sono una vertiginosa involuzione nel rapporto di rispetto e tutela dei beni architettonici che faticosamente abbiamo conquistato negli ultimi 40 anni, e vanno in direzione opposta rispetto a un Paese, una Regione e una città che si battono per la tutela del patrimonio storico-artistico e del paesaggio. La totale assenza di un progetto architettonico è ancor più inspiegabile se consideriamo le buone pratiche che hanno permesso al Comune di intervenire con successo in alcuni tratti urbani come Piazza Ss Annunziata, via Faenza, via Tornabuoni e via Martelli. E se pensiamo ai contributi scientifici a disposizione: dalle ricerche dell'Ateneo fiorentino ("Spazio Pubblico" e "Heco", adottati dal Comune nel progetto "Firenze vivibile") ai convegni di settore come quello del 2012 sulla "Mobilità nelle città storiche", i cui contenuti vengono sistematicamente ignorati. Il discutibile e inaccettabile approccio alla sistemazione di Piazza Stazione ci auguriamo non venga ripetuto in altre parti del centro storico per correre ai ripari rispetto al recente richiamo rivolto da Unesco al Comune. La cura rischia di essere peggio del male. Ne tengano di conto gli organi preposti al controllo e alla tutela del patrimonio artistico, Comune e Soprintendenza. Mentre chi ha progettato e realizzato l'intervento della Piazza, siamo certi che prima o poi sarà chiamato dai cittadini e da tutti coloro che amano Firenze a darne spiegazione. L'autore è presidente dell'Ordine degli Architetti Firenze
FIRENZE - "Scelti materiali adatti a un'area di servizio autostradale". Il documento dell'Ordine degli architetti
Il complesso della Stazione di Santa Maria Novella sta compiendo 80 anni. Il progetto è stato realizzato dal Gruppo Toscano guidato da Michelucci. Nel complesso, è stata recentemente trovata casa la Fondazione degli Architetti. Tuttavia, i lavori in corso nella stazione hanno causato preoccupazione. La "galleria delle carrozze" è stata asfaltata e la pavimentazione in porfido è stata rimossa e sostituita con materiali decontestualizzati, adatti per un'area di servizio autostradale. I lavori hanno causato la rimozione della pavimentazione in porfido e l'inserimento di nuovi materiali.
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