MANTOVA avrà un milione di euro per poter attuare i progetti presentati come capitale della cultura 2016, Ercolano spera di aggiudicarsi il titolo per il 2017. Il sindaco Ciro Buonajuto è rientrato in serata da Roma a bordo del bus turistico, con assessori, consiglieri comunali, i giovani del Forum. Durante il viaggio di andata clima da gita scolastica e pizza di maccheroni per tutti. Il ritorno un po' più mesto, ma Buonajuto, sindaco renziano della prima ora, non vuole sentire parlare di rassegnazione o sconfitta dolorosa e pesante. Discute con i suoi collaboratori, non si ferma, va avanti, programma. Sindaco Buonajuto, ha parlato col ministro Franceschini? «Sì, è stato affettuoso. "Ercolano- mi ha detto - è una città sulla quale investire". Come sulle altre finaliste, ovviamente». Deluso? Ci aveva creduto. Forse troppo? «C'è una sana delusione, non lo nascondo. Però mai ci saremmo aspettati che attorno alla cultura riuscissimo a coinvolgere un'intera città del Sud. C'è delusione, una sana delusione, ma abbiamo creato un movimento. Ho compreso che si può investire sui temi culturali». Cosa farà tornando alla scrivania da sindaco? Il rischio dello scoramento è alto. Si ferma? «No. Dobbiamo essere seri. Il sindaco deve avere il coraggio di compiere atti amministrativi consequenziali. Aprirò il Parco pubblico su corso Resina, dato in gestione dalla soprintendenza al Comune, anche se ci sono difficoltà gestionali. Ma devo dare un segnale. Sono ottimista, e l'apertura di quel parco, dove i bambini potranno giocare, è una vittoria. Ecco, anche senza la nomina a capitale della cultura, andiamo avanti». Ora tutto è puntato sulla scelta della capitale 2017, che avverà il prossimo 25 gennaio? Ercolano ci sarà? «Certo. Mi auguro di vincere perché il Sud deve dimostrare a tutta Italia che può affidare il proprio futuro alla cultura. È andata bene lo stesso, in città si è creato un grande entusiasmo, eravamo in 50 a Roma e questa è già una vittoria. Avremo più tempo per far meglio nel 2017». Spera di vincere? «Certo. La cultura è stato un collante anche in una città difficile come la nostra. Non è una sfida vinta, questa? Per me sì. Io nel 2017 vinco perché il nostro progetto è valido». Poi scherza, e aggiunge: «Tutto sommato Mantova è stata fregata, ora noi abbiamo più tempo per presentare un progetto ancora più bello. Il 2017 è più importante, abbiamo un anno di tempo». Da domani si ricomincia? «Certo, e tutti gli atti amministrativi che farò, li adotterò con più consapevolezza e coraggio». Buonajuto, lei era seduto a fianco del sindaco di Mantova e di Parma. Più in là i sindaci di Pisa, Spoleto, Pistoia, Aquileia. Grandi e piccole città, dalle forti tradizioni culturali. Che effetto le ha fatto? «Già essere seduto in quel salone è stato un fatto importante per Ercolano. E ho capito che alla cultura posso affidare il futuro della mia comunità. Noi abbiamo fatto un lavoro straordinario, mettendo insieme tanti giovani, tante energie e competenze, tutti hanno lavorato con spirito volontario, non abbiamo pagato super consulenti. Ercolano è entrata in un club importante, e per me questo resta un grande risultato». L'ha chiamata qualcuno da governo, Regione o da altri comuni? «No, fino a ora no». E cosa dirà ora alla città? «C'è molta delusione sui social. Nel prossimo consiglio comunale inviterò i cittadini e dirò loro come andata. Ma non ci fermiamo affatto, anzi, da domani si ricomincia».