SAMPIETRINI addio, capitolo due. Dopo il primo allarme per la rimozione del selciato originario della cosiddetta 'galleria delle carrozze', all'ingresso della stazione di Santa Maria Novella, eccone un secondo, firmato questa volta dall'Ordine degli architetti di Firenze, che ha appena preso 'casa' all'ultimo piano della Palazzina Reale in piazza Adua. Una postazione ideale per osservare l'andamento dei lavori nel cantiere di Grandi Stazioni, che sta risistemando la piazza. Ma appunto: come? Secondo gli architetti senza capo né coda: "Speravamo che l'asfaltatura della 'galleria delle carrozze' fosse un episodio dovuto alla leggerezza degli enti preposti alla manutenzione", si dice in un documento approvato dal consiglio dell'Ordine e firmato dal presidente Egidio Raimondi, e invece no: a giudicare, infatti, dai "recenti lavori da parte di Grandi Stazioni", si tratta, dicono gli architetti, "di un modus operandi che rischia di definire il nuovo standard di intervento riguardo alla manutenzione del centro storico". Uno standard, purtroppo, di bassa qualità: rimossa interamente la superficie di cubetti di porfido che fin dalle origini caratterizza il selciato intorno alla stazione di Michelucci, al loro posto, nella carreggiata a coté della Palazzina Reale destinata ai bus, è arrivato l'asfalto. Addirittura, sostengono gli architetti, i cubetti sono stati frantumati e usati come massicciata di supporto al manto bituminoso. Non solo: oltre all'asfalto, anche il gres grigio usato per i marciapiedi, e il granito dei cordoli, appaiono come "materiali totalmente decontestualizzati, adatti forse per un'area di servizio autostradale, ma inadeguati ad interagire con un monumento importante come il complesso della Stazione". Niente a che vedere, secondo gli architetti, con l'esigenza di "creare uno spazio capace di rapportarsi alla presenza dei monumenti, secondo quel mutuo scambio di valorizzazione che è l'unico antidoto al decadimento dei luoghi urbani". È mancato, insomma, "un progetto architettonico" per l'intervento, che non può certo essere spiegato con "la conduzione emergenziale dei lavori, aggravante, piuttosto che alibi". Tanto più se si pensa che proprio venerdì 30 ottobre cadono gli 80 anni dall'inaugurazione del complesso firmato da Michelucci, e per l'occasione sono previste importanti iniziative. Ma a respingere al mittente l'accusa è proprio Grandi Stazioni, che non solo rinvia all' "ampio carteggio con soprintendenza e Comune di Firenze, in cui è stato stabilito di comune accordo che nel sedime su cui passano gli autobus dovesse andare l'asfalto, e non i sampietrini, i quali non reggono le continue sollecitazioni dei mezzi pesanti, tendono a saltare via e costringono a incessanti e costose manutenzioni", ma 'smonta' la difesa a oltranza dei cubetti di porfido. "Non sono mai stati sotto la galleria delle carrozze, fin dall'origine coperta di gomma Pirelli, tanto da essere chiamata 'galleria gommata'", è la replica di Grandi Stazioni agli architetti, "e dagli anni '90 sono stati in parte tolti anche nei due tratti di percorso prima e dopo la galleria, per realizzare il parcheggio sotterraneo con il mall commerciale. Quando poi, proprio a causa dei cubetti rimasti in alcuni punti, nei sotterranei ha cominciato a colare acqua, si sono dovuti togliere anche quelli". Quanto alla piazza davanti alla Palazzina Reale, "dove, in grandissima parte, i sanpietrini erano già stati ricoperti dall'asfalto, non è affatto vero che siano stati distrutti, al contrario: sono stati ripuliti e serviranno per la lastricatura dell'area destinata al nuovo parcheggio per le auto e le moto". Il tutto, si sottolinea, "nel massimo rispetto di un'opera architettonica vincolata".