Da piazza Galvani a piazza Maggiore sarà agibile un corridoio sotto le capriate. Tre euro per salire in ascensore a 53 metri Aspasso da piazza Galvani a piazza Maggiore, un centinaio di metri in linea retta, per una volta da percorrere non lungo il portico del Pavaglione, ma attraverso il sottotetto della Basilica di San Petronio. Fra le travi del '600, gli argani ancora in funzione per la manutenzione di lampadari e drappi e il foro da cui filtra tuttora la luce per la meridiana più grande d'Europa. Un lungo corridoio fra le arcate della basilica, che parte da una finestrella sull'abside in piazza Galvani e porta dritti in piazza Maggiore. E una vista da togliere il fiato. A breve si parla dell'inizio del 2016, sovrintendenza permettendo premierà bolognesi e turisti che vorranno arrampicarsi fin quassù. Basterà prendere l'ascensore in piazza Galvani, allestito in occasione della nuova fase di restauro della basilica, che dopo la facciata riguarderà abside e navata esterna, lato Archiginnasio. E se per andare alla scoperta del sottotetto bisognerà attendere ancora qualche settimana, già ai primi di novembre si potrà visitare la terrazza panoramica sospesa tra ponteggi e impalcature a 53 metri d'altezza. Al prezzo di 3 euro e a gruppi di 25 alla volta, Bologna s'offrirà a 360 gradi, dai colli alla Fiera, dalle torri ai cortili. «Dopo il successo della terrazza sulla facciata - spiega Gianluigi Pagani, presidente dell'associazione Amici di San Petronio a 25 metri, vi portiamo ancora più in alto. Il ticket non basterà a trovare i fondi per finire i lavori, ma è un contributo. Servono 800 mila euro per il tetto e 700 per la fiancata». La speranza è che il sostegno arrivi dalle imprese, meglio se del territorio. «Dal 1999 siamo impegnati nel restauro della basilica dice Paolo Gramigna di Gramigna ponteggi , stavolta c'è stato chiesto uno sforzo aggiuntivo: partecipare alla raccolta fondi. Insieme a Massimo Verni Pubblicità e a Sviluppi urbani proponiamo affissioni su navata esterna e parete dell'abside. All'oggi la risposta c'è». Il modello virtuoso si completa con la possibilità di affittare la terrazza alle aziende per eventi privati: non più di 25 persone, ma uno spritz sul tetto di San Petronio assicura bei ritorni d'immagine. «Su mandato di don Oreste Leonardi conclude l'architetto Roberto Terra, responsabile dei restauri questa nuova fase ci dà l'occasione per svelare un altro pezzo della basilica. Il sottotetto è un luogo di grande suggestione, mai aperto al pubblico. Fino ad oggi quassù si sono spinti solo carpentieri, falegnami, manutentori. Un evento talmente eccezionale che in molti hanno lasciato traccia del proprio passaggio. Come testimoniano le scritte sui muri, da quella datata 1665 per la conclusione della volta, alle ultime del secolo scorso. Ora, e per i prossimi tre anni, sul tetto di San Petronio potrà salire chiunque».