CECINA In servizio al Comune di Cecina dal 1978, dal 1 novembre si godrà la pensione. La storica dirigente al settore servizi alla persona, che riunisce i servizi educativi, sociali e culturali e le politiche abitative, lascerà a giorni l'ufficio di via Corsini. Le sue funzioni saranno accorpate con "Gestione risorse" sotto le dirigenza di Eugenio Stefanini, che dovrà occuparsi di una serie di questioni irrisolte su strutture e servizi culturali a Cecina, dal ripristino della sede della biblioteca alla gestione dell'ex centro espositivo. Mariangela Arnavas ce ne parla facendo un bilancio del suo lavoro ventennale di dirigente e dell'esperienza politica di amministratore comunale e regionale per quindici anni. Di cosa va orgogliosa del suo lavoro? "Questo è un luogo con grandi potenzialità, in pochi minuti sei al mare o in collina, e hai tutti i servizi di una città capoluogo. Mi ha dato soddisfazione lavorare qui fino a dieci anni fa, dal 2011 c'è stato uno stop per la crisi economica. Prima abbiamo potuto creare la ludoteca, i progetti 06 che sono diventati centri 06 regionali e nazionali, la mostra dei Principi Guerrieri e il Museo archeologico, le mostre realizzate con la Soprintendenza e il Museo Guarnacci, il centro espositivo e la biblioteca, che è un centro aggregativo importante. Un arricchimento di servizi il cui coronamento avrebbe dovuto essere il progetto del parco sul fiume". Alcune di queste strutture oggi sono chiuse o funzionano in forma ridotta. "Negli ultimi dieci anni ci siamo scontrati con restrizioni pesanti imposte dalle leggi, per esempio la norma che per le mostre non si può spendere più del 20 di quanto speso nel 2009, che nel nostro caso non comprende alcun costo, ci ha impedito di fare esposizioni. Le leggi nazionali hanno penalizzato e ingessato gli enti locali. Quindi gli ultimi anni sono stati dedicati doverosamente a conservare l'esistente". Ora anche il patrimonio si sta disgregando, guardi la biblioteca. "Sulla necessità di interventi alle strutture culturali del Comune, con Beatrice Gori, abbiamo fatto molte segnalazioni. I problemi sono stati discussi in una giunta, da me richiesta alla fine dell'estate. Capisco che finora la priorità sia stata data alle scuole, ma spero che ora tocchi ai beni culturali. Mi fa piacere sia nato un comitato di cittadini per la biblioteca". Ma non dovrebbe pensarci la classe politica? "Le ultime generazioni di politici hanno un'attenzione esasperata al consenso, quindi i cittadini possono orientare le loro scelte sui social network. La piazza virtuale funziona, se i cittadini si attivano in rete i politici si muovono". C'è differenza con la sua esperienza di politico? "Dal 1979 ho fatto due legislature in Comune a Livorno come consigliere e assessore, poi in Regione come consigliere, presidente della commissione sanità e assessore alla sicurezza sociale fino al 1995. Allora i consiglieri regionali erano eletti con le preferenze e potevano fare gli assessori, che ora sono scelti dal presidente della Regione. Prima dunque avevamo un legame molto più stretto col territorio, che ci permise di creare strutture sanitarie d'eccellenza nella provincia. Negli ultimi dieci anni queste strutture si sono progressivamente svuotate e deteriorate, in particolare quella di Cecina". Com'è cambiata la politica? "Per me era appartenenza, eri scelto all'interno di una formazione politica che ti garantiva e nelle quale ti potevi identificare. Oggi il consenso si conquista per lo più individualmente, spesso legandosi a gruppi d'interesse. Ho fatto parte del Pci, poi del Pds e Ds ma non ho più aderito a nessun partito incluso il Pd perché per me la sinistra non è un optional". Quali compiti e propositi lascia? "Ho appena firmato il bando per la gestione del Centro di Formazione Arti Visive, già pubblicato sul sito del Comune, perché possa riaprire a breve. L'idea del parco sul fiume si potrebbe riprendere con le opere di urbanizzazione visto che andrà comunque fatta la messa in sicurezza. Il problema è credere in uno sviluppo culturale che qualifichi anche il turismo, la chiave per portare avanti questi progetti".
TOSCANA - Servono più soldi per far funzionare le strutture culturali
Mariangela Arnavas, dirigente al settore servizi alla persona del Comune di Cecina, lascerà l'ufficio di via Corsini il 1 novembre. Le sue funzioni saranno accorpate con "Gestione risorse" sotto la direzione di Eugenio Stefanini. Arnavas ha lavorato al Comune per 23 anni, creando strutture culturali come la biblioteca, il centro espositivo e il Museo archeologico. Tuttavia, negli ultimi dieci anni, le leggi nazionali hanno penalizzato gli enti locali, limitando le spese per le mostre e le esposizioni. Oggi, il patrimonio culturale del Comune si sta disgregando, e Arnavas spera che la classe politica si attivi per interventi alle strutture culturali.
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