«È STATA una sorpresa anche per noi, un ritrovamento del tutto inaspettato. Il diario originale autografo che era andato disperso, il taccuino di cui non si sapeva l'esistenza, e tutti gli altri materiali appartenuti a Cavour, ci sono stati consegnati come lei li vede qui adesso, in perfetto stato di conservazione, ma è successo davvero da un giorno all'altro. Non li abbiamo cercati, li abbiamo semplicemente ricevuti ». Roberto Cena, con il figlio Luca proprietario di una importante libreria antiquaria specializzata in manoscritti, libri antichi e grafica, non ha ancora smaltito quello strano senso di euforia che lo ha colto quando al primo piano di via Po, sede della sua libreria "Il Cartiglio", si è trovato tra le mani una selezione di documenti originali redatti dal primo presidente del Consiglio del Regno d'Italia negli anni giovanili (tra il 1835 e il 1838) e in quelli immediatamente precedenti l'unificazione (nel 1858 e 1859). Signor Cena, come avete accolto questa scoperta? «Il primo sentimento è stato di gratitudine per il nostro bellissimo quanto difficile mestiere. Sfogliare questi diari provenienti dalla famiglia Borani, discendenti del segretario personale del Cavour, Federico Borani, cui erano stati affidati dal nipote dell'illustre zio, Ainardo di Cavour, è stata un'emozione grande. Il diario arriva a noi dopo oltre cento anni dal suo smarrimento, per non parlare del taccuino redatto da Cavour più di 150 anni fa, rimasto segreto sino ad oggi». L'avete definita una collezione museale. Il suo auspicio è che venga acquisita dal Museo Cavour? «Non sta a me dirlo. Sia la Soprintendenza Archivistica del Piemonte che gli studiosi di Cavour concordano sull'eccezionale valore storico di questo ritrovamento. Questo è ciò che conta». Intanto esporrete i documenti a Flashback a novembre. Perché in quella cornice? «L'idea è quella di contribuire a fare di questa mostra antiquaria una kermesse culturale oltre che commerciale, come da sempre pensiamo debbano essere queste manifestazioni».
TORINO - Gli antiquari: "Sfogliare queste pagine è stata un'emozione grande"
Un diario originale autografo di Cavour e altri materiali appartenenti all'antico premier italiano sono stati consegnati a Roberto Cena, proprietario di una libreria antiquaria specializzata in manoscritti e libri antichi. Il diario era stato perso per oltre cento anni, mentre il taccuino era rimasto segreto per più di 150 anni. I documenti sono stati consegnati al diario Cena senza che lui li avesse cercati, e sono stati definiti una collezione museale. La Soprintendenza Archivistica del Piemonte e gli studiosi di Cavour concordano sull'eccezionale valore storico di questo ritrovamento. I documenti saranno esposti in una mostra antiquaria a novembre.
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