Chiuso alla città dal 1919, dopo oltre vent'anni di polemiche e rallentamenti per il suo pieno recupero i lavori di restauro sono stati ultimati a settembre 2014. Da allora non è mai stato utilizzatO Non importa che sia chiuso alla città di Bari dal 1991 e che, dopo oltre vent'anni di polemiche e rallentamenti per il suo pieno recupero, i lavori di restauro siano stati chiusi a settembre 2014. L'auditorium Nino Rota è ancora sigillato e la vicenda ha assunto i contorni di un giallo. A denunciarlo è Nuccio Altieri, ex vicepresidente della Provincia, oggi componente della commissione Cultura alla Camera dei deputati: "Avremmo potuto inaugurarlo già l'autunno scorso, quando avevamo immaginato di riaprirlo con un grande concerto che avremmo voluto affidare alla bacchetta del maestro Daniel Oren". Il resto è la cronaca di una vicenda scivolata quasi nell'oblio, come lamenta Altieri: "A giugno scorso il ministro della Pubblica istruzione, Stefania Giannini, in risposta a una mia interrogazione precisò che l'ultimo stadio di avanzamento dei lavori era in via di pagamento. Temo dunque che il problema non sia di natura economica, bensì gestionale. E qui entra in gioco il silenzio assordante del Conservatorio, senza presidente dalla scorsa primavera fino a due settimane fa ". Quando, finalmente, il Miur, ha designato alla presidenza Marida Dentamaro. "Nei prossimi giorni chiederò al sindaco metropolitano, Antonio Decaro, di recarci insieme al Conservatorio - incalza Altieri - per avere chiarimenti e capire cosa stia accadendo. A oggi, è bene ricordarlo, sono stati spesi otto milioni di euro di denaro pubblico per un contenitore ancora sigillato". Ne è consapevole la stessa neopresidente Dentamaro, che spiega: "Ho visitato l'auditorium appena quattro gironi fa e la struttura è evidentemente pronta. Da quanto ho compreso, i soli ostacoli che ne hanno impedito la riapertura sono stati di natura burocratica: saranno risolti e, a breve, convocherò un cda monotematico proprio sull'auditorium ". In movimento anche gli altri cantieri cittadini della cultura. A cominciare da Santa Scolastica, designata come sede del museo archeologico, dove si procede a ritmo battente, assicura Francesco Longobardi, progettista e direttore dei lavori: "Entro la fine dell'anno dovrebbero concludersi i lavori di recupero dell'edificio e, contestualmente, si passerà alla fase dell'allestimento, per la quale stiamo già lavorando con il restauro dei reperti destinati a essere collocati nel museo che, prevedibilmente, potrebbe essere riaperto già a marzo". E se la tabella di marcia per il completamento del restauro del teatro Piccinni indica il 2018, ma solo per una riapertura parziale, è in corso la gara d'appalto da 10 milioni di euro bandita dal segretariato regionale per la Puglia del ministero per il Beni culturali e finalizzata al recupero del teatro Margherita e dell'ex mercato del pesce, insieme inquadrati come spazi del polo per le arti contemporanee immaginato dal Comune.