Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza Sono sempre più allo sbando, abbandonati a se stessi o ai particolarismi regionali e municipali i Parchi Nazionali per i quali tanto ci siamo battuti, e con successo, nella seconda metà del secolo scorso salendo dalla miseria di 4 appena alla bella cifra di 23 e superando il 10 di superficie del Paese protetta. Nell'aprile scorso indirizzammo con due specialisti quali Giorgio Nebbia, pioniere dell'am-bientalismo, e Luigi Piccioni, storico della materia, un appello al presidente della Repubblica e al governo nel quale, insieme a decine e decine di tecnici e di specialisti appassionati, denunciavamo la situazione sempre più precaria e sfilacciata della tutela e della gestione di quei grandi "polmoni" verdi. Situazione resa ancor più allarmante dalla velleità del governo Renzi di "riformare" anche i Parchi con una legislazione chiaramente "al ribasso". Dalla presidenza della Repubblica sono venuti segnali di attenzione e di preoccupazione. Nulla di nulla invece dal governo, dai ministri competenti dell'Ambiente, Galletti, e dei Beni culturali, Franceschini (titolare della partita decisiva del Codice per il paesaggio e quindi dei piani paesaggistici). Ora le principali associazioni per la tutela, anche quelle in genere esitanti a scendere in polemica diretta, da Italia Nostra a Legambiente, in testa ai firmatari Pro Natura, Cai, Lipu, Mountains Wilderness, Touring Club, Cts, Wwf (assente il Fai) inviano al solo ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, un duro e dettagliato comunicato nel quale viene confermato uno sgoverno presso che totale dei Parchi Nazionali. I Parchi del Cilento, del Vesuvio e della Sila commissariati da quasi un biennio e quindi "privi di una guida autorevole e legittimata". Il Parco dello Stelvio "degradato" a spezzatino fra Lombardia e Province Autonome. Parchi di bellezza straordinaria come la Valgrande, il Nepal italiano, Dolomiti Bellunesi e Gran Sasso-Monti della Laga senza un presidente, "retti dai vicepresidenti espressione delle comunità locali", quindi senza il giusto livello "nazionale". In particolare quello del Gran Sasso che per otto anni non ha avuto né direttore né consiglio direttivo. Affidato, aggiungiamo noi, da un presidente, Arturo Diaconale, giornalista senza meriti ambientalisti riconoscibili, ora trasmigrato nel CdA della Rai e che a capo dello splendido Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è stato nominato, malgrado le proteste, l'ex sindaco di un Comune dell'area, già presidente di una associazione venatoria. Ma non basta. Le associazioni sottolineano polemicamente "la mancanza di direttori in alcuni parchi come la Majella, l'Alta Murgia, il Circeo, il Pollino e il Gargano" assediato da un abusivismo disperante. In più di un caso - prosegue la denuncia - "le direzioni sono affidate a facenti funzione che non hanno titoli". Una situazione che si trascina da anni ormai, per alcuni Parchi fin dalla loro istituzione e che sta frustrando le fondate speranze della popolazione più giovane (del Mezzogiorno in specie) in nuove occasioni di occupazione: nella tutela stessa, nella valorizzazione corretta e nell'attivazione di una "economia dei parchi" collegata al turismo sostenibile, alla agricoltura e alla zootecnia biologica, alla commercializzazione controllata dei prodotti del bosco e del sottobosco. E infine, la conservazione della biodiversità. "Ad oggi", rilevano le associazioni naturaliste, "le Direttive ministeriali del 28 dicembre 2012 e del 31 ottobre 2013 sembrano essere lettera morta". Quali sono gli obiettivi che si pongono in proposito gli Enti Parco? Per ora la loro voce non è percepibile, la stragrande maggioranza di loro non ha organismi in grado di rispondere. E il Parlamento? Dorme pericolosamente su progetti di indebolimento degli statuti, delle garanzie nei confronti di nuovi dannosi impianti sciistici, di nuove cave, di altre forme di turismo invadenti. Si sostiene che i visitatori dei nostri Parchi siano circa 32 milioni. Molti di loro sono amanti della natura che non vogliono le aree protette ridotte a luna-park, che ricercano i servizi e le attrezzature più sobrie per la corretta fruibilità di quelle maestose montagne alpine o appenniniche. Quale eco ha avuto questa nuova motivata, argomentata protesta sugli organi di informazione? Assai debole, per ora.
Comitato per la Bellezza: Parchi Nazionale abbandonati a se stessi e ai particolarismi
Il presidente del Comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani, ha denunciato la situazione precaria della tutela e della gestione dei Parchi Nazionali. Il governo Renzi ha introdotto una legislazione "al ribasso" che ha portato a una situazione di abbandono e sfilacciata della tutela. Le associazioni per la tutela, come Italia Nostra e Legambiente, hanno inviato un comunicato al ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, denunciando la mancanza di direttori in alcuni parchi e la nomina di facenti funzione senza titoli. Le associazioni naturaliste hanno anche criticato le Direttive ministeriali del 2012 e del 2013, che sembrano essere lettera morta.
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