I dipendenti dell'ex amministrazione provinciale di Venezia e le loro organizzazioni sindacali possono tirare un sospiro di sollievo. Il futuro dei loro posti di lavoro e delle varie funzioni a cui erano adibiti è salvo. La prima Commissione del Consiglio regionale ha, infatti, messo a punto il progetto di «legge di riordino istituzionale delle funzioni delle Province» che con il consenso di tutte le forze politiche, delinea il passaggio di deleghe e poteri dalla abolita Provincia alla nuova Città Metropolitana che sarà discusso e approvato entro la fine di questo mese. Le stesse organizzazioni sindacali dei lavoratori hanno accolto positivamente il testo della legge delega regionale predisposto dalla Prima Commissione, con l'accordo di tutte le forze politiche, sottolineando che le nuove deleghe accolgono le loro proposte per i 351 dipendenti rimasti in forza dopo il taglio, con il ricorso a prepensionamenti e mobilità, di un terzo dell'organico previsto dalla legge Delrio. In sostanza, la proposta di legge della Prima Commissione che martedì prossimo comincerà a essere discussa in Consiglio regionale e votata definitivamente entro il 31 ottobre prevede l'assunzione da parte della Regione (che poi li dislocherà negli uffici della Città Metropolitana) di 200 dei 351 dipendenti della ex Provincia, adibiti a «funzioni non fondamentali come quelle dei dipendenti degli ex assessorati provinciali al Turismo, a Caccia e Pesca, Parchi, Attività Sportive e Culturali, Musei e Biblioteche, Formazione Professionale, Protezione Civile, Difesa del Suolo, ecc. In forza alla Città Metropolitana per un periodo transitorio in attesa della definizione dell'Agenzia per il Lavoro e del futuro delle attività di manutenzione della viabilità e degli edifici scolastici resteranno i restanti 151 dipendenti che erano addetti a «funzioni fondamentali» come le manutenzioni di strade e scuole di competenza provinciale, i Centri per l'Impiego (ex uffici di collocamento), la Polizia Provinciale e l'ex Sezione Ambiente e Territorio per quanto concerne i controlli e le autorizzazioni delle emissioni in atmosfera e per la gestione del ciclo dei rifiuti. Le risorse per pagare i dipendenti a tempo indeterminato addetti alle «funzioni non fondamentali» saranno assicurate dalla Regione. Per i restanti lavoratori addetti alle «funzioni fondamentali» sono a disposizione i fondi nazionali, assicurati fino alla fine dell'anno prossimo, in attesa di definire le relative e nuove competenze. «Dal Consiglio regionale è arrivata una notizia positiva da noi auspicata da tempo» ha commentato Giancarlo Da Lio, della segreteria Fp-Cgil, a margine dell'incontro avuto ieri con i l sindaco Brugnaro a Ca' Corner a Venezia «Il testo approvato dalla Prima Commissione accoglie molte delle proposte avanzate da noi e pure da Anci e Upi per conto di Comuni e Province». «È una prima risposta ai lavoratori che in questi messi hanno messo in campo iniziative di lotta e di sensibilizzazione della cittadinanza sulla garanzia dei salari e dei servizi» ha aggiunto Da Lio «La scelta del Consiglio regionale è un importante passo in avanti che corregge il provvedimento della Giunta regionale che stanziava le risorse ma non dava risposte chiare ai lavoratori. Con le modifiche approvate in commissione si riconosce un ruolo importante al personale delle Province e si inizia un percorso per un vero riordino istituzionale sul quale continueremo a vigilare, fin dal prossimo 27 ottobre quando andremo in delegazione a Palazzo Balbi per vigilare sul positivo prosieguo del cammino finalmente delineato per la Città Metropolitana».
VENEZIA - Ex Provincia, posti e funzioni garantiti
La Prima Commissione del Consiglio regionale ha approvato un progetto di legge di riordino istituzionale delle funzioni delle Province. Il testo prevede la delega di poteri e funzioni dalla Provincia alla Città Metropolitana, con l'assunzione da parte della Regione di 200 dei 351 dipendenti della ex Provincia, adibiti a funzioni non fondamentali. I restanti 151 dipendenti, addetti a funzioni fondamentali, resteranno in forza alla Provincia per un periodo transitorio. Le risorse per pagare i dipendenti a tempo indeterminato addetti alle funzioni non fondamentali saranno assicurate dalla Regione. Per i restanti lavoratori addetti alle funzioni fondamentali sono a disposizione i fondi nazionali.
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