Il convento della Vergine e le sue pertinenze, per le caratteristiche storiche, artistiche e ambientali che presenta, costituisce uno dei punti di massima rilevanza del sistema dei beni culturali e del paesaggio di Fucecchio. E' costituita da un'unica navata con accesso da portico e copertura a capriate lignee, presenta dimensioni ragguardevoli; circa 13 metri di larghezza e 33 metri di lunghezza. Il controsoffitto è costituito da volte a struttura lignea con intonaco su canniccio. Agli inizi del XV secolo, nell'area individuata dal fabbricato attuale, sorgeva l'oratorio della Vergine delle Cinque Vie (per Firenze, Pistoia, Lucca, Siena e Pisa). Nel corso del 1600 l'oratorio venne ampliato a più riprese, fino ad assumere la forma e le dimensioni attuali con l'intervento del 1632, con il quale venne edificato il campanile. FUCECCHIO L'Art bonus, quello strumento fiscale che permette di donare somme per la cultura in cambio di agevolazioni fiscali, in Toscana ha fatto flop, almeno per ora: fra i beni per i quali era stato richiesto il contributo c'era anche il convento della Vergine a Fucecchio, che però non ha ricevuto nessunissima offerta da parte di imprenditori oppure anonimi mecenati. Sarebbero serviti 90.000 euro per il convento, ne sono arrivati zero e questo basterebbe per spiegare il flop. In Toscana erano stati richiesti circa quaranta milioni di euro ma ne sono giunti poco più di un milione e mezzo, circa un quarantesimo: a strutture arcinote come gli Uffizi è andata bene, con lo stilista Salvatore Ferragamo che ha donato tutti i seicentomila euro necessari per la sistemazione di alcune sale; ovviamente il convento della Vergine a Fucecchio è imparagonabile con gli Uffizi fiorentini, però qui sarebbero "bastati" 90.000 euro. La chiesa è di proprietà comunale mentre il resto del complesso conventuale è in mano alla provincia toscana dei frati minori. «Ad oggi - si legge sulla pagina governativa dedicata al convento - la problematica principale risulta l'infiltrazione di acqua in più punti della copertura, che compromettono sia l'uso che la conservazione del complesso. Tali infiltrazioni hanno compromesso la stabilità dell'intonaco del controsoffitto, che dopo i primi preoccupanti segnali di crollo, e per consentire il proseguimento dell'attività liturgica, è stato rimosso con autorizzazione in via d'urgenza del marzo 2014 della Soprintendenza per i beni architettonici. I lavori consistono nella rimozione, cernita, pulizia ed accatastamento del manto di copertura , stuccatura delle connessioni tra le stesse e successiva posa di membrana impermeabilizzante. Si prevede inoltre, per consentire le operazioni di controllo e manutenzione ordinaria della copertura, l'inserimento di dispositivi anticaduta costituiti da ganci sottotegola. Tali ganci saranno ancorati direttamente alle capriate». Tuttavia la possibilità di importanti agevolazioni fiscali - stabilizzazione al 65 degli incentivi fiscali - non ha invogliato gli imprenditori locali a "prendersi cura" del patrimonio del convento. L'assessore alla cultura Daniele Cei - che si era speso per l'Art bonus a Fucecchio - ha espresso delusione: «Un peccato, quella struttura rappresenta una risorsa per Fucecchio: cercheremo di riproporre il progetto, che forse non è stato pubblicizzato nel modo giusto, magari per altre strutture fucecchiesi. E' stata sprecata una bella occasione per dare un attimo di respiro al nostro patrimonio culturale». Il convento della Vergine è in buona compagnia: piazzale Michelangelo a Firenze, le mura di Lucca, gli avori etruschi di Carmignano non hanno ricevuto nemmeno un euro, sebbene si tratti di risorse artistiche sicuramente più conosciute. Principalmente hanno contribuito banche e fondazioni mentre i semplici privati sono stati una sparuta minoranza. Una discriminante che ha riguardato le strutture beneficiarie mentre per il convento dei frati a Fucecchio il "problema" non si è nemmeno posto, visti gli zero euro portati a casa.