Cambia il panorama di una Populonia sempre meno etrusca. Lavoro di scavo, anche in spiaggia, dell'Università di Milano PIOMBINO. Altro che Variante Aurelia 2015 con avvallamenti e spesso buche. La strada che passa dalla pineta di Baratti, nonostante l'età, non ha niente da invidiare alle autostrade d'Europa: 15 metri di larghezza, strati di banchina - anche di scorie da forni etruschi - compatti nonostante il mare, ormai così vicino. Nuove scoperte che cambiano il panorama di un paesaggio antico e che tanto raccontano su vita e lavoro di una Populonia sempre meno etrusca e più ellenistico-romana. Tutto grazie agli scavi archeologici dell'Università di Milano, sulla spiaggia e all'interno della pineta, zona Centro velico. A dirigere sul campo, dal 21 settembre e fino al primo novembre, ancora Giorgio Baratti (dipartimento Scienze dell'antichità): «Ci stiamo dedicando alla strada spiega anche perché, in profondità, è stato possibile verificarne l'impianto. Sappiamo, quasi per certo, che questo manufatto è stato costruito con un grosso taglio in profondità di base geologica. Una strada con circa 15 metri di larghezza, con un scasso di più di un metro, riempito poi con le scorie. Un'opera immane sottolinea Baratti fatta manualmente. Strati di materiale vario, non casuale, ma con pietre e sabbia oppure derivati dai forni per la lavorazione del ferro». Insomma già un tipo di raccolta differenziata dei rifiuti. «Un modo per riprodurre stratificazioni diverse conferma Baratti con materiale inquinante da discarica per le scorie vere e proprie derivate anche dalle pareti dei forni in terracotta spesso da rifare. Insomma una strada che viene realizzata seguendo le indicazioni "riprodotte" in alcuni sarcofagi per le vie consolari. Informazioni interessanti dice ancora il professore come quella che riguarda lo scasso sulla base geologica che va a intaccare la sabbia rossa di Donoratico, caratteristica di tutta la zona; insomma, per la strada, si va ad di sotto dai 70 cm al metro, raggiungendo l'argilla che garantiva ai costruttori una maggiore tenuta. Cronologicamente? Difficile da verificare ma siamo indicativamente tra il II e il I secolo avanti Cristo». Dunque ecco il momento di passaggio: Populonia e Baratti si stanno romanizzando. «Uso delle scorie specifica Baratti estensione ampia del selciato di 15 metri di larghezza, con ancora segni del passaggio dei carri in doppio senso, evidentemente impegnati al trasporto del ferro e in collegamento col porto. Gran lavoro di taglio in pineta e riempimento della vecchia duna verso il mare: qui una necropoli. Insomma una strada con superficie piana che sembra asfaltata ancor oggi, importante per la nuova viabilità che allora si stava formando; superiore alle vie cittadine che raggiungono i 7 metri e persino di alcune vie consolari che partono da 12 metri. Il piano non ha ceduto di un millimetro, innesto ideale verso Venturina per agganciarsi all'Aurelia ».
ARCHEOLOGIA - In pineta a Baratti una strada romana sulla via del ferro
L'Università di Milano PIOMBINO sta conducendo scavi archeologici sulla spiaggia e nella pineta di Baratti, in Toscana. La zona è stata scelta per studiare la strada che passa dalla pineta, che è stata costruita con un grosso taglio in profondità di base geologica. La strada ha circa 15 metri di larghezza e è stata realizzata con strati di materiale vario, compresi pietre e sabbia. I lavori hanno rivelato che la strada è stata costruita seguendo le indicazioni "riprodotte" in alcuni sarcofagi per le vie consolari. La cronologia dei lavori è difficile da verificare, ma si stima che si tratti del II o I secolo a.C.
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