Zecca degli Appiani o tomba etrusca? La riposta finale non c'è ancora, mentre la vicenda si arricchisce di nuove puntate. E intanto una certezza c'è: la contesa sull'origine del monumento ha "incendiato" la rivalità tra le due Marciane. L'amministrazione Bulgaresi da una parte, che sostiene da sempre l'ipotesi della Zecca degli Appiani, dall'altra parte i marinesi dell'associazione culturale Ilva, di cui vice presidente è il sindaco Andrea Ciumei, secondo cui l'ipogeo era nell'antichità una tomba etrusca. Nel mezzo gli esperti della Soprintendenza e gli studiosi che, ormai da mesi, stanno lavorando per chiarire l'origine archeologica del manufatto adibito dall'amministrazione marcianese a museo della Zecca. Il documento. L'associazione culturale Ilva ha tenuto lo scorso fine settimana a Marciana Marina un convegno sull'etruscologia, nel corso del quale si è parlato anche del manufatto situato a Marciana. E, guarda caso, dopo pochi giorni si è consumata la vendetta. La sindaca di Marciana Anna Bulgaresi ha infatti pubblicato sul web una nota firmata dal Ministero dei Beni culturali, indirizzata alla Prefettura di Livorno. Una nota stringata, con la quale il ministero smonta l'ipotesi dell'ipogeo - tomba etrusca. «Si trasmette si legge nella nota che porta la data del 5 ottobre la documentazione inviata dalla Soprintendenza archeologica della Toscana da cui si evince che il vano ipogeo esistente nel comune di Marciana, noto come Zecca degli Appiani non presenta elementi tali che ne possano confermare un'identificazione come tomba etrusca». Tormentone finito, quindi. Niente affatto, visto che a stretto giro è arrivata la risposta dell'associazione Olim - Ilva Isola d'Elba. «Nessuna novità». «La lettera inviata al Prefetto dalla direzione generale archeologia di Roma, resa pubblica dalla sindaca Bulgaresi non contiene alcuna novità sull'ipogeo di Marciana, contrariamente a quanto vorrebbe far credere la stessa Bulgaresi». È dura la replica dell'associazione Ilva. «La direzione aggiungono dall'associazione non ha effettuato ulteriori indagini, ma ha solo preso atto di un parere che la Soprintendenza archeologica di Firenze aveva già espresso nell'ottobre 2014, allorché la funzionaria Alderighi aveva affermato che nella struttura sotterranea si può riconoscere una neviera o una cisterna. Tali supposizioni sono state ritenute poco credibili prima dalla Soprintendenza ai Beni architettonici di Pisa (dicembre 2014) e poi, pochi giorni fa, dai numerosi specialisti di discipline diverse riuniti a convegno a Marciana Marina per analizzare i beni culturali elbani. Niente di nuovo, quindi, né sotto il sole né sotto la terra di Marciana». L'associazione non risparmia inoltre una stoccata finale: «Per dirla tutta, nessuno, neppure l'Alderighi, se la sente di fare propria la congettura di Zecca degli Appiani tanto cara alla Bulgaresi spiegano da Ilva Ipotesi che è stata scartata addirittura nel giugno 1979 dal compianto professor Amleto Torroni, direttore proprio del museo archeologico di Marciana».