Trent'anni dopo la sua realizzazione il Cretto di Burri è stato completato con nuove isole. L'imponente sudario in cemento, realizzato, tra il 1984 e il 1989 da Alberto Burri per ricoprire le macerie di Gibellina vecchia, colpita nel gennaio del 1968 dal terremoto che rase al suolo interi paesi della Valle del Belice, è adesso terminato, mentre si attende il restauro che dovrà sanare le fratture e riportare le isole, ormai ingrigite, all'originario colore bianco. Il completamento dell'opera, terminata ad aprile e costata 2,4 milioni, è stato voluta dalla Regione Siciliana, dal Comune di Gibellina in collaborazione con la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri. In occasione del centenario dalla nascita dell'artista che a Gibellina volle realizzare questa imponente opera di Land Art, la multinazionale energetica E.ON, la società che ha installato in prossimità del Cretto le pale eoliche oggetto di diverse contestazioni, e il Comune di Gibellina, hanno inaugurato il completamento dell'opera presentando, nell'ambito della prima edizione del "Cretto Earth Fest", Audioghost 68 un'opera per luci e suoni concepita per il Grande Cretto dal musicista angloitaliano Robert Del Naja e dall'artista Giancarlo Neri. Una manifestazione - finanziata da E.On con 40 mila euro - suggestiva ma con qualche scelta poco opportuna (come la vendita di panini, salsicce e birre un luogo considerato una sorta di santuario artistico). Centinaia di lampadine a led, da indossare sulla fronte, sono state distribuite agli attori-spettatori che, calato il buio della notte, sono entrati nel cuore del Cretto, una sorta di labirinto con tante vie d'uscita, percorrendo i sentieri in tutte le direzioni e componendo un mosaico luminoso in continua evoluzione. Ad accompagnarli i suoni, le parole e le musiche del '68 provenienti da radioline vintage poggiate sulle pareti delle isole. A "guardare" il Cretto il volto, dipinto da un artista di street art su una palazzina sventrata, del senatore ed ex sindaco di Gibellina Ludovico Corrao, che per la ricostruzione di Gibellina nuova coinvolse architetti, urbanisti e artisti di fama internazionale. Ad anticipare l'evento l'inaugurazione della Chiesa di Santa Caterina, restaurata per la seconda volta dopo che al primo intervento - che prevedeva anche il restauro mai eseguito delle adiacenti fornaci di fine '800 per la calce - seguì incuria e abbandono. "Questo - dice il sindaco Salvatore Sutera - rappresenta un importante passo verso il completamento del progetto nato dall'idea del maestro Burri. Bisogna riprendere in mano il progetto sul paesaggio, sul verde, sulle strade di accesso e lavorare al recupero dell'esistente. La condivisione del valore del Cretto di Burri, deve richiamare tutti a impegni e responsabilità nuove. Primi fra tutti il comune, o meglio la città di Gibellina, che deve pensare ad organizzare politiche di valorizzazione permanente di questo luogo, ma anche la Regione deve fare la propria parte spendendo subito le risorse per il recupero della parte originaria e individuando azioni e risorse per il progetto di riqualificazione del paesaggio e delle vie di accesso". Adesso c'è, dunque, da discutere sul futuro del Cretto mentre si attende che la Soprintendenza bandisca la gara per il restauro dell'opera, il cui finanziamento del ministero dei Beni culturali e di Lottomatica, ammonta a 1,1 milioni. Una proposta per un restauro partecipato ed "economicamente sostenibile" che suscita molto interesse, arriva da Nicolò Stabile, cittadino di Gibellina e promotore dell'appello del 2010 che fece si che Ministero e Regione stanziassero il finanziamento per il completamento dell'opera. "Il Cretto dice rappresenta l'incarnazione di un corpo ferito di una comunità traumatizzata. Burri era un medico che con la sua arte ha interpretato queste ferite. Il Cretto ha e avrà sempre bisogno di cure e se la comunità si prendesse cura di esso potrebbe curare se stessa". Ciò che Stabile propone è coinvolgere per la manutenzione - riparazioni dei danni strutturali, crepe, piccoli crolli, ferri apparenti - una piccola squadra di muratori di Gibellina. "In estate- dice - la comunità e i volontari potrebbero ridare il bianco, con la calce, materiale economico, naturale, che disinfetta e disinfesta e utilizzato da migliaia di anni nel bacino del mediterraneo. Ciò potrebbe essere realizzato in una dimensione di festa culturale" (testo e foto di Maria Emanuela Ingoglia)
Un "restauro partecipato" per rilanciare il Cretto di Gibellina
Il Cretto di Burri, un'opera di Land Art realizzata da Alberto Burri tra il 1984 e il 1989, è stata completata con nuove isole dopo 30 anni. L'opera, che copre le macerie di Gibellina vecchia, è stata realizzata con un costo di 2,4 milioni di euro. La Regione Siciliana, il Comune di Gibellina e la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri hanno finanziato il progetto. L'inaugurazione dell'opera è stata accompagnata da un evento, "Cretto Earth Fest", che ha presentato un'opera per luci e suoni concepita per il Grande Cretto.
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