L'infrastruttura è condiderata un volano di sviluppo importantissimo, grazie a quei nuovi 417 posti barca che porteranno in Salento diportisti provenienti da tutto il Mediterraneo. E anche grazie ai nuovi posti di lavoro: 100 soltanto nel porto (senza contare quelli dell'indotto, a partire dalla costruzione dell'opera e finendo alle attività commerciali correlate). Otranto è il punto più a est d'Italia, ponte perfetto verso la Grecia e l'Albania, meta di un turismo elegnte e mondano che si caratterizza in modo diverso da quello di altre località del Salento, a partire dalla giovane e confusionaria Gallipoli. Proprio la sua vocazione elitaria ne ha fatto negli ultimi anni un punto di riferimento importante per il turismo da diporto, che non trovava nella struttura esistente la giusta risposta ad aspettative numericamente consistenti. Da qui la lunga battaglia dell'amministrazione comunale, che nel 2007 scelse tramite una gara pubblica l'ipotesi progettuale di Condotte d'acqua spa con previsione di un investimento da 52 milioni. Il primo faraonico progetto subì numerosi stop e fu ridimensionato notevolmente già nella trasformazione dal preliminare all'esecutivo. A mettersi di traverso fu soprattutto la sovrintendenza, con una serie di pareri negativi legati alla presenza di resti archeologici nell'area interessata dai lavori, di ampie distese di posidonia oceanica e dell'incompatibilità di alcuni edifici previsti con il Piano paesaggistico regionale. Alla luce dei ripetuti dinieghi e del consueguente stop imposto ai lavori, il primo cittadino l'anno scorso portò la questione direttamente sul tavolo del governo. Che nello scorso novembre bypassò tutti gli enti e diede il via libera all'opera. "Si tratta di un'opera che giunge a realizzazione a distanza di troppi anni da quando è stata proposta dalla società che dovrà realizzarla ha commentato Cariddi - in un contesto socio-economico rivoluzionato dalla crisi internazionale e dalle politiche sbagliate adottate dai governi che si sono succeduti nel settore della nautica da diporto e che hanno decimato la presenza di imbarcazioni nei porti turistici italiani. Da quest'anno però si è vista rivitalizzarsi la domanda di posti barca e anche qui da noi si riscontra un rinnovato interesse da parte di diportisti e operatori del settore che fa ben sperare".