A presentare il progetto del resort è la società "Siracusa sun llc" rappresentata da un siciliano, Giorgio Fanara, che martedì è stata protagonista della prima conferenza dei servizi all'ufficio tecnico comunale aretuseo con i vertici dei vari enti. Al centro dell'incontro, la richiesta di variante al Piano regolatore generale di Siracusa. "Certo commenta Fabio Morreale di Natura Sicula - per togliere a noi comuni mortali la possibilità di godere del mare di Ognina che resterebbe così un'esclusiva per i golfisti del resort. Il progetto viola tutte le norme di salvaguardia e la situazione è ancora più grave di quella della Pillirina perché oltre ai vincoli paesaggistici a Ognina ci sono quelli archeologici. Le due spiagge a nord e a sud della Torre quattrocentesca di Ognina diventerebbero private; l'intervento edificatorio è previsto su oltre il 90 dell'area: un'operazione di speculazione edilizia in un'area in cui, secondo il Piano paesaggistico provinciale, vige il vincolo di inedificabilità assoluta, come ha ribadito la Soprintendenza". Getta acqua sul fuoco il primo cittadino. "Il Comune dice Giancarlo Garozzo ha l'obbligo di analizzare iniziative che prevedono investimenti importanti per il territorio sempre tenendo conto che tutti i progetti devono essere compatibili con i vincoli esistenti. Non si può pensare di dire no a prescindere a ogni iniziativa imprenditoriale; al contrario si devono approfondire le proposte, capire se siano fattibili nel pieno rispetto dell'ambiente". Intanto è già partita anche la guerra dei ricorsi tra società e Soprintendenza, dove ieri si è insediata la nuova soprintendente: Rosalba Panvini, archeologa catanese, già soprintendente di Caltanissetta e direttrice del museo archeologico di Gela, lascia la guida dell'ente di Ragusa per sedere alla scrivania che fu di Paolo Orsi. Una nomina decisa dal dipartimento generale ai Beni culturali della Regione siciliana che conferma le indiscrezioni dei giorni scorsi accompagnate dalle proteste del coordinamento ambientalista Sos Siracusa. L'associazione a difesa del paesaggio, infatti, ha contestato il nome di Rosalba Panvini sul cui operato è stata richiesta da Legambiente Sicilia, un'ispezione per presunte violazioni al Piano paesaggistico nel territorio di Ragusa. "La scelta di affidare la Soprintendenza aretusea a Rosalba Panvini - commenta l'assessore regionale Antonio Purpura - è stata fatta nel segno della trasparenza comparando i curricula e i titoli dei funzionari. La politica non ha avuto alcuna ingerenza e nessuna ingerenza devono avere altri soggetti estranei all'amministrazione pubblica, pur nel rispetto dei giudizi e delle valutazioni personali di tutti". Saluta con gioia l'incarico la neo-soprintendente: "Spero di lavorare in sinergia con tutti, cittadini in primis".