UN ARREDO essenziale, con poche panchine, «mobili» come in piazza Castello, e un'illuminazione funzionale. A vivacizzare questo enorme spazio vietato alle auto saranno i dehors, che però dovranno essere particolari, coerenti con la storia clella piazza. È l'aspetto che assumerà piazza San Carlo, al termine dei lavori per il parcheggio sotterraneo da 380 posti, che stanno proseguendo di gran lena: sarà rispettata la scadenza per offrire la definitiva sistemazione superficiale entro novembre. Anche per piazza Vittorio i patemi sulla fine del cantiere entro fine anno sembrano dissolti (oggi ci sarà il secondo pronunciamento del comitato del ministero dei Beni culturali per i reperti trovati nella parte nord) e non si esclude di poter completare la copertura, seppure provvisoria, in occasione delle Olimpiadi. Le due nuove piazze pedonali, con piazza Castello, formeranno un trittico di aree auliche, da riservare essenzialmente al passeggio e ai dehors, anche se per il «salotto di Torino» i commercianti insistono nel chiedere l'attraversamento delle auto. Sulla questione ieri è intervenuto il consigliere comunale di An, Agostino Ghiglia, che dopo aver attaccato la giunta Chiamparino, chiede al sindaco di promuovere un referendum per sollecitare l'apertura di piazza San Carlo, almeno fino al completamento della metropolitana. E mentre Chiamparino e l'assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero non cambiano idea sull'argomento («la piazza sarà pedonalizzata a meno che non venga dimostrato con i fatti che succede un disastro per il traffico, ma non credo», diceil sindaco), si studiano i progetti per i nuovi arredi e le attività che potranno accogliere le tre aree del centro. Tenendo conto che l'obiettivo è di destinare alla piazza olimpica che sta sorgendo tra piazza d'Armi e il Pala Isozaki gran parte delle manifestazioni estive. Sarà una piazza grande come piazza San Carlo, circondata da decine di migliaia di metri quadrati di parco. Ma un nuovo punto d'aggregazione sta sorgendo pure su «Spina3», di fronte al villaggio media: sarà uno dei punti estivi per le proiezioni cinematografiche all'aperto. Il dibattito sull'utilizzo futuro delle piazze centrali è aperto. Certamente ci sarà una selezione fra le tante iniziative che fino ad ieri finivano per occupare, con padiglioni estetica-mente discutibili, il centro storico. La selezione (che riguarderà anche piazza Castello) in alcuni casi lo impone la Sovrintendenza ai beni archeologici che ha richiesto per piazza San Carlo un arredo «minimo» e sollecitato che anche i dehors sistemati debbano essere di pregio. I tecnici dell'assessorato al Commercio e all'Arredo urbano stanno studiando un progetto. «Ci sarà indubbiamente una cernita dice Fiorenzo Alfieri, l'assessore all'Arredo urbano Piazza Vittorio, per le sue dimensioni, può essere adattata a quelle manifestazioni gratuite di massa». Spiega il sindaco Chiamparino: «Se servirà una location in cui si deve promuovere l'immagine di Torino, piazza Vittorio è ideale. Bisogna però trovare la migliore soluzione per preservare la pedonalizzazione delle esedre: i fuori strada attuali sono in grado di distruggere qualsiasi dissuasore».E piazza San Carlo? «Sarà il luogo della socializzazione, come ogni piazza pedonale moderna». Maurizio Baiotti, uno dei commercianti del «salotto», non ha dubbi: «Con i dehors sarà uno spettacolo, non ho dubbi. Noi siamo pronti a dialogare con l'amministrazione per proporre iniziative d'intrattenimento. Ma chiediamo l'attraversamento della piazza, senza possibilità di sosta. Non per interessi di bottega, come pensa qualcuno. Ma proprio per evitare che si formino code e ingorghi all'estremità della piazza. È una questione di buon senso».