Le Grandi navi di Gianni Berengo Gardin sbarcano, finalmente, a Venezia. La mostra "scomoda" - perché documenta con l'occhio del grande fotografo di origine veneziana l'impatto visivo dei "colossi" della crocieristica sulla laguna e sul Bacino di San Marco, che letteralmente sovrastano - si apre domani (dalle 16 per il pubblico) negli spazi del Negozio Olivetti progettati da Carlo Scarpa, messi a disposizione dal Fai, il Fondo per l'Ambiente Italiano, che lo gestisce. Una mostra che il sindaco di Venezia precedente Giorgio Orsoni non fece nulla per portare a Venezia e che quello attuale, Luigi Brugnaro, ha addirittura cancellato all'ultimo momento dalla programmazione della Fondazione Musei Civici, a Palazzo Ducale. Le immagini affascinanti e insieme spietate di Berengo - in un bianco e nero che rende ancora più forte il contrasto tra la purezza ambientale e architettonica di Venezia e la monumentalità prepotente di questi "condomìni" galleggianti - sono le stesse che il fotografo aveva esposto nell'estate di un anno fa, sempre per il Fai, a Villa Necchi Campiglio, a Milano, ora arricchite da alcuni scatti inediti. Proprio in quell'occasione Berengo Gardin si era detto amareggiato per non essere riuscito, come avrebbe voluto, a portare la mostra a Venezia in uno spazio pubblico per la resistenza passiva di molte istituzioni cittadine. Troppo scottante, evidentemente il tema, in una città in cui, a tre anni e mezzo dal varo del decreto Clini-Passera che avrebbe dovuto estromettere le Grandi navi dalla laguna, tutto è ancora fermo. Ma proprio quella denuncia e l'eco internazionale che aveva suscitato, aveva messo in moto la città anche a livello istituzionale. Qualche mese più tardi era stato il direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia Gabriella Belli a rendersi disponibile per ospitare la mostra anche a Venezia. Infine la mostra era stata inserita nella stagione espositiva 2015 della Fondazione Musei e messa in calendario per il 18 settembre a Palazzo Ducale. Ma non si erano fatti i conti con Brugnaro e con la soluzione da adottare, per lui, per allontanare le grandi navi da San Marco. Far arrivare le Grandi navi passeggeri in Marittima attraverso il canale delle Tresse e il canale Vittorio Emanuele, da scavare e allargare anch'essi. Un progetto per molti impattante (milioni di metri cubi di fanghi, tossici, da dragare), ma che ancora non c'è e a cui il Porto, in accordo con il Comune, sta lavorando per presentarlo al Governo. La mostra di Berengo Gardin sulle Grandi navi prevista al Ducale si inserisce allora in questa dialettica scottante. E per questo Brugnaro, poche settimane prima della sua apertura, la blocca. Il motivo? La necessità, secondo il sindaco, di offrire anche altre "visioni" e prospettive sulle grandi navi, con la proposta di mostrare accanto alle foto di Berengo Gardin, le tavole progettuali, appena saranno pronte, del "suo" progetto alternativo per il passaggio delle navi-crociera. Un modo per costringere, di fatto, Berengo, a rinunciare alla mostra. E infatti, dopo un mese di finte trattative, con polemiche prese di posizione contro il diktat di Brugnaro - come quelle di Adriano Celentano e Elton John - e di rinvìi, Berengo Gardin e la Fondazione Forma che lo rappresenta, comunicano all'istituzione la rinuncia all'esposizione. Ma la mostra si fa lo stesso, dall'altra parte di Piazza San Marco. «Questa mostra - ha dichiarato Berengo Gardin - è uno schiaffo al sindaco Luigi Brugnaro che, negandomi la possibilità di esporre a Palazzo Ducale, si è dato la zappa sui piedi da solo. Se infatti l'esposizione fosse stata realizzata come previsto, magari l'avrebbero vista poche centinaia di persone. Così invece ne hanno parlato in tutto il mondo. In fondo, devo ringraziarlo, perché mi ha fatto una grande pubblicità». «La mostra - ribatterà Brugnaro - era stata programmata da un'altra maggioranza con la Fondazione Musei Civici, immaginando che le cose andassero in un certo modo, per dare il colpo finale alla crocieristica in città. Poi sono arrivato io, che l'ho fermata, per avere il tempo di riflettere e si è sollevato tutto il mondo radical chic che pensa sempre a come sfruttare l'immagine di Venezia, compreso Berengo Gardin». Ma le "sue" Grandi navi da domani a Venezia si vedranno. Nonostante tutto.