Gli storici dell'arte mantovani alla conquista di Milano: sarà Stefano L'Occaso a dirigere il Polo Museale della Lombardia,a cui fanno capo tutti i musei statali, tranne la Pinacoteca di Brera e il Ducale di Mantova, entrati fra i 20 autonomi. Così dopo Daniela Ferrari all'Archivio di Stato di Milano, un altro mantovano va a occupare una delle massime cariche dei Beni culturali. Stefano L'Occaso, nato nel 1975 a Roma, è venuto a Mantova nel 2000, vincitore del concorso in Sovrintendenza. E a Mantova ha sposato Elena, che gli ha dato due bimbe e aspetta il terzo figlio. Dunque Stefano farà un po' la vita del pendolare. Per lavoro si è occupato del Ducale, ma anche di sopralluoghi nella Bassa mantovana e nel Bresciano. Che L'Occaso fosse ben visto al ministero, anche per il gran numero di pubblicazioni, lo si era capito già trovandolo nella terna per Palazzo Ducale con Andreina Contessa e Peter Assmann. Franceschini allora scelse l'austriaco. «Ad Assmann ho telefonato per avvisarlo - racconta L'Occaso -. Mi ha fatto i complimenti, ma era dispiaciuto di perdermi al Ducale. Ma collaboreremo». Pare che L'Occaso sarà anche nel cda di Brera e del Ducale. Ma quali sono i musei di cui dovrà occuparsi direttamente? «Il Cenacolo di Leonardo, la Certosa di Pavia, le Incisioni rupestri in Val Camonica, Sirmione con la Rocca Scaligera e le Grotte di Catullo e il museo archeologico di Mantova, per citarne alcuni. I funzionari sono tutti bravissimi, molti li conosco come Elena Maria Menotti». Quando l'insediamento? «Il 2 novembre. Il primo problema sarà costruire la macchina, finora ci sono tre persone su un organico di 168. Dovrò fare campagna acquisti nelle sovrintendenze». L'obiettivo sarà di incentivare il turismo? «Beh, con Expo c'è stato già il boom. Per Leonardo poi il problema è gestire il milione e mezzo di persone che vorrebbero venire da tutto il mondo». Come sei Camere degli Sposi. A Mantova L'Occaso è conosciutissimo: ha catalogato tutti i dipinti di Palazzo Ducale (un libro da 700 pagine), ha dato consulenze al Museo Diocesano, Santa Barbara, insegna al Politecnico. Facile incontrarlo al Baratta o all'Archivio di Stato intento a studiare. "Secchione" anche dopo la laurea a Roma-Sapienza, la specializzazione a Firenze, il dottorato a Milano, ma anche uno che usa le mani (2 alla Biennale del mosaico di Chartres) e per le riprese di RomeoJuliet al Ducale aiutava la produzione del film, controllando che non facessero danni. Il suo cognome incuriosisce: viene da Castrovillari in Calabria, un suo antenato Carlo Maria L'Occaso fu un patriota mazziniano, a cui tolsero tutto, e che morì esule a Nizza. «E io mi sono trovato a Mantova nelle celle dei Martiri di Belfiore» nel castello di San Giorgio.