VENEZIA Sarà il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni a inaugurare domani al Negozio Olivetti la mostra "Gianni Berengo Gardin. Venezia e le Grandi navi" e non nasconde la sua soddisfazione - anche da ex presidente del Fai - per questa positiva conclusione della tormentata vicenda. Ma, nello stesso tempo, conferma tutte le sue preoccupazione per la «tenuta» della città rispetto a una pressione turistica sempre crescente, senza ancora progetti concreti per il controllo dei flussi allo studio. Sottosegretario Borletti Buitoni, come giudica la conclusione della vicenda della mostra di fotografie sulle Grandi navi di Gianni Berengo Gardin, «spostata» da Palazzo Ducale al Negozio Olivetti? «Ne sono molto contenta e per questo sarò domani a Venezia a inaugurarla. Gianni Berengo Gardin deve poter esporre le sue fotografie a Venezia e non è bloccando la sua esposizione "scomoda" che si risolvono i problemi di Venezia. Dovrebbe capirlo anche il sindaco Luigi Brugnaro». Problemi che si aggravano, se anche l'Unesco, dopo il preoccupato documento sui problemi ambientali legati al turismo della città di un anno fa, ha inviato pochi giorni fa i suoi commissari a valutare di persona la situazione di Venezia come sito nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità. «Non voglio anticipare quali saranno le valutazioni dei commissari dell'Unesco, ma è evidente che da un'anno a questa parte la situazione della città non può essere migliorata. Sono irrisolti i problemi del passaggio delle grandi navi in bacino di San Marco, quello di un possibile controllo dei flussi turistici, ma anche, in generale di un'idea di città sostenibile». Sulla questione Grandi navi, tutto è ancora fermo, a quanto sembra. «Restano per il momento all'attenzione della Commissione di valutazione d'impatto ambientale i progetti alternativi che riguardano lo scavo del canale Contorta-Sant'Angelo e quello di un terminal crocieristico da realizzare in mare alla bocca di porto di Lido. Del progetto dello scavo del canale Vittorio Emanuele sostenuto dal sindaco Brugnaro, per ora, non c'è traccia. Mi sembra interessante la proposta del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini di affrontare il problema spostando l'home-port crocieristico da Venezia a Trieste, ragionando in un'ottica di sistema per l'Alto Adriatico». A Venezia si teme la perdita di posti di lavoro al Porto. «Ma il porto di Venezia deve continuare a funzionare tenendo conto della sua città, della sua fragilità e delle sue dimensioni. Non si può pensare di continuare a far passare per il bacino di San Marco navi-crociera enormi e aprire anche a quelle da 140 mila tonnellate, sventrando la laguna e i suoi canali per fare loro posto». Anche sul controllo dei flussi turistici non si vedono soluzioni immediate. «Sono quelle che anche il sindaco di Brugnaro dovrebbe cercare, invece di continuare a insultare me, che amo Venezia, solo perché sollevo il problema. Non è possibile che una città storica di 56 mila residenti e visitata da 30 milioni di turisti non si ponga il problema del controllo dei flussi. Non sappiamo ancora neppure esattamente quanti visitatori arrivino ogni anno. Bisognerebbe puntare maggiormente su quelli stanziali e la mia idea del ticket d'ingresso con benefit era legata proprio a questa prospettiva. Bisognerebbe poi agire a monte - con tour operator e agenzie - sulla prenotazione delle visite e sulla diversificazione degli itinerari, ragionando seriamente sulle proposte possibili legate a un'idea complessiva di città che vada da Marghera, alla Marittima e al centro storico. Ma non si è neanche partiti e i turisti sono sempre di più». (e.t.)