CABRAS L'occasione è quella giusta. Poco prima della presentazione ufficiale del frutto del lavoro dell'equipe che ha restaurato uno dei due giganti di pietra recuperati a Mont 'e Prama nell'estate del 2014, il sito archeologico del Sinis sarà il teatro delle presentazione dei risultati ottenuti dagli archeologi della Soprintendenza e da quelli della cooperativa Archeosistemi di Reggio Emilia, negli ultimi tre mesi di lavoro. Dopo il clamore sollevato dal danneggiamento causato dalle benna del piccolo escavatore alla sedicesima testa di pietra recuperata a Mont 'e Prama, il sito è rimasto in silenzio. Dopo l'autogol della scorsa estate, le luci della ribalta si sono spente e gli archeologi hanno potuto lavorare lontano da occhi indiscreti. Questo pomeriggio, dunque, verranno presentati gli ultimi passi avanti. «Niente di sconvolgente ha assicurato il responsabile dello scavo, Alessandro Usai . Era comunque necessario informare il pubblico sui progressi compiuti negli ultimi mesi in cui sono salate fuori parecchie cose interessanti». Alessandro Usai non si sbilancia, come suo solito, ma dalle parole pronunciate dall'archeologo della Soprintendenza possono essere ricavate alcune informazioni. Ad esempio, è da escludere che la terra del Sinis abbia restituito un nuovo gigante. Molto più probabile, invece, che siano state indagate le sepolture intatte che erano state indicate la scorsa estate. Possibile anche che le antiche "discariche" individuate nel sito possano aver fornito nuove informazioni agli archeologi. Il mistero verrà svelato questo pomeriggio alle 16, mentre un'ora dopo l'attenzione si sposterà sul museo civico di via Tharros, dove il protagonista sarà il gigante restaurato dal gruppo del Centro di conservazione archeologica di Roma, coordinata da Roberto Nardi, che ha curato l'intero progetto di recupero ospitato dal centro di Li Punti a cui è stato attribuito l'Europa nostra award che verrà consegnato, simbolicamente, proprio questo pomeriggio dopo la cerimonia ufficiale di qualche mese fa a Oslo.
SARDEGNA - Gli ultimi misteri di Mont 'e Prama
Il sito archeologico del Sinis sarà il teatro della presentazione dei risultati ottenuti dagli archeologi della Soprintendenza e da quelli della cooperativa Archeosistemi di Reggio Emilia. Dopo il clamore sollevato dal danneggiamento delle benna del piccolo escavatore alla sedicesima testa di pietra recuperata a Mont 'e Prama, il sito è rimasto in silenzio. Gli archeologi hanno lavorato lontano da occhi indiscreti e questo pomeriggio verranno presentati gli ultimi passi avanti. Non è previsto che vengano presentati nuovi giganti, ma è probabile che vengano indagate le sepolture intatte e le antiche "discariche" individuate nel sito. La presentazione avverrà alle 16.
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