PAULILATINO Bello e inaccessibile. Da tre anni l'ingresso a uno dei monumenti archeologici di maggior attrattiva del parco di Santa Cristina è vietato ai visitatori. Nel 2012 il crollo parziale della parete esterna di una capanna di epoca storica adiacente al nuraghe aveva richiesto un intervento di messa in sicurezza, e da quel momento non sono state più autorizzate le visite all'interno della struttura. Il crollo di alcune pietre del muro perimetrale causato dal cedimento del terreno non aveva compromesso l'equilibrio statico dell'unità abitativa datata tra l'ottavo e il decimo secolo dopo Cristo, ma per tutelare l'incolumità pubblica e per salvaguardare il bene la Sovrintendenza ne aveva disposto la chiusura fino al restauro. Ma a distanza di tre anni il sistema di puntelli eretto su un lato della capannna resta l'unico intervento eseguito per prevenire nuovi crolli. Così uno dei monumenti simbolo del villaggio di Santa Cristina resta off limits per i tanti appassionati e i turisti che quotidianamente fanno rotta sull' insediamento archeologico. La capanna costituisce un unicum nel territorio, certamente una rarità nel sistema regionale dei beni culturali. La struttura lesionata era una delle meglio conservate in Sardegna tra le strutture abitative appartenenti alla stessa tipologia. Il fatto che in tutto questo tempo le istituzioni competenti non abbiano rimediato al danno ha comportato una rinuncia per i visitatori, che non hanno potuto fruire integralmente dell'offerta culturale prospettata con l'acquisto del biglietto. Chi cura la gestione del sito lancia un appello agli organismi di tutela del patrimonio archeologico: «Vorremmo che la capanna fosse restaurata e riaperta al pubblico al più presto» chiede il presidente della cooperativa Archeotour, Massimo Muscas. «La speranza è che si reperiscano presto i fondi, si recuperi la struttura e la si renda nuovamente fruibile ai visitatori».