Domani al San Michele i ministri Buttiglione e Lunardi presentano i siti: uno ogni 500 metri, da Roma a Napoli I tesori della città della preistoria UNA valle desertica, popolata da giganteschi animali preistorici, elefanti dalle zanne smisurate, quando la Roma dell'Impero era ancora il futuro. È il Lazio prima dell'Urbe, ed è una delle facce della storia che si possono raccontare oggi a conclusione delle ricerche archeologiche legate ai cantieri della Tav, la lineaferrovi aria ad alta velocità che unirà Roma e Napoli. Un eccezionale, accuratissimo monitoraggio che è stato anche uno scavo lungo quasi duecento chilometri, come aprire un libro di storia, spalancato sotto gli occhi degli studiosi per un felice caso di «archeologia preventiva, in grado di fornire uno spaccato della realtà laziale dalla preistoria all'età romana», spiega Anna Maria Reggiani, direttore generale per i Beni archeologici del Ministero dei Beni culturali. Le campagne intorno alla città dovevano apparire come l'Africa sotto il Sahara, prima delle eruzioni che ridisegnarono il paesaggio. Lungo la trincea archeologica che unisce le due città, sono state ritrovate, da Labico scendendo giù fino alla villa di itulatio, residenze romane, terme antiche fornaci e carbonaie, necropoli, officine dell'età del bronzo, villaggi dell'alto medioevo. Una miniera di lavoro che si estende al Casale del Dolce vicino ad Anagni e al Santuario di Segni, fino agli edifici vicino a Ceccano: una messe sterminata di materiale riassunto e illustrato in un dvd che i ministri Pietro Lunardi e Rocco Buttiglione presentano domani mattina al San Michele a Ripa (sala dello Stenditoio, ore 10.30) insieme ai vertici di Fs e all'archeologo Andrea Carandini. «I materiali sono stati non solo scavati ma anche restaurati e in molti casi musealizzati. Tutta l'esperienza è stata importante soprattutto dal punto di vista del metodo. Abbiamo avuto disponibile una fascia geologica aperta in profondità», aggiunge l'archeologa Annalisa Zarattini. In un prossimo dvd saranno illustrate in dettaglio Roma e le sorprese del sottosuolo: in quasi un decennio di lavori, nel tratto finora scavato, i ritrovamenti sono stati praticamente un sito ogni cinquecento metri.