C'è un magnifico deposito di conoscenze e uno straordinario bagaglio in fatto di conservazione e restauro nei due cortili del Palazzo della Crocetta, affacciato su piazza Ss. Annunziata, dove ha sede il Museo archeologico. I due spazi, gravemente danneggiati a seguito dell'alluvione del 1966, dopo cinquant'anni riaprono i battenti, grazie al contributo dell'Ente cassa di risparmio di Firenze nell'ambito delle iniziative promosse per ricordare il quinquennio (1865-1870) in cui la Città del Fiore fu la capitale del Regno d'Italia e grazie al lavoro di un'équipe formata da allievi di istituti specializzati fiorentini e spagnoli. Una sorprendente sequenza di stratificazioni storiche e di soluzioni tecniche di assemblaggio dei vari reperti, di cui il museo è un giacimento inesauribile, si apre davanti al visitatore. Che riscopre anche un passato romano della città spesso dimenticato o rimasto nel cono d'ombra dell'imperante Rinascimento. Usato per lo più come deposito temporaneo degli arredi e dei materiali alluvionati del museo, questo spazio insolito di circa 600 metri quadrati - il Cortile maggiore dei fiorentini - fu progettato dall'archeologo Luigi Adriano Milani alla fine dell'Ottocento, per accogliere i reperti di epoca romana recuperati durante le operazioni di sventramento e riordino del centro storico della città, destinato a sconvolgerne l'antico cuore e a trasformarne radicalmente l'assetto urbano dopo l'approvazione della delibera del Consiglio comunale approvata nel marzo 1866. Si trattava di una imponente quantità di reperti della Firenze romana, sottratti alla dispersione che lo stesso Milani si preoccupò di archiviare e catalogare. All'interno del cortile sono collocate edicole e tempietti di diverse dimensioni che conservano i resti dei più importanti monumenti di "Florentia", quali il Capitolium e il tempio di Iside, ma anche porzioni dell'impianto viario e della cinta muraria, frammenti di edifici abitativi e di impianti termali, nonché un nutrito gruppo di iscrizioni e di reperti scultorei provenienti dall'area del Foro. Tutti testimoni dell'antico splendore, ora puliti e consolidati, restituiti alla città, così come è stato predisposto un adeguato sistema di illuminazione che renderà particolarmente suggestivo questo spazio anche nelle ore serali. Il Cortile è ora visitabile su prenotazione. Le operazioni di restauro, seguite dagli esperti della Sorpintendenza, si sono svolte nel corso di due anni e vi hanno partecipato studenti del liceo artistico di Porta Romana, dell'istituto per l'arte di Palazzo Spinelli e di un istituto spagnolo.