Assediato dai rifiuti il celebre maniero di Montemassi, che intanto è al centro di un importante progetto del Comune MONTEMASSI. Sfortunate coincidenze intorno al castello di Montemassi. Proprio nei giorni in cui il Comune di Roccastrada (proprietario della collina e del maniero) firma con il geoparco delle Colline metallifere grossetane e con il dipartimento di architettura dell'Università di Firenze una convenzione per avviare il progetto di fruibilità e valorizzazione della struttura, giunge in redazione la segnalazione di uno sfregio (a dire la verità rimediabile): una discarica abusiva proprio sotto al castello, nella strada che collega il paese con la provinciale di Meleta. Un gruppo di cittadini ha scritto al giornale lamentando questa situazione. Ma torniamo alla ricerca. L'approfondimento storico e architettonico sul Castello di Montemassi sarà portato avanti nei prossimi mesi dal Dipartimento di architettura dell'Università di Firenze. Di mezzo c'è anche il geoparco, che ha tra le sue finalità la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale di tutto il comprensorio metallifero. La ricerca si concentrerà sulla documentazione e la valorizzazione del castello che domina l'omonima frazione roccastradina e che è rappresentato nell'affresco Guidoriccio da Fogliano all'assedio di Montemassi, esposto nel Palazzo Pubblico di Siena e attribuito al maestro Simone Martini. «La ricerca - spiega il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola - rappresenta il primo passo del progetto di recupero e valorizzazione del castello di Montemassi che il Comune intende promuovere insieme al Parco nazionale tecnologico e archeologico delle Colline Metallifere, accedendo ai finanziamenti comunitari messi a disposizione degli enti locali per il recupero e la riqualificazione del proprio patrimonio storico. L'obiettivo primario del progetto sarà quello di valorizzare un sito di alto significato storico e architettonico per Roccastrada e per tutta l'Alta Maremma, rendendolo fruibile sia per la comunità locale che per chi sceglie gli itinerari del territorio, con visite guidate e iniziative culturali». Nelle stesse ore in cui il sindaco Limatola commentava l'avvio del nuovo percorso ecco, però, la doccia fredda. Ovviamente il bersaglio dei cittadini arrabbiati non è l'amministrazione comunale di Roccastrada, né tantomeno il geoparco, ma - in prima battuta - gli ignoti che hanno trasformato l'isola ecologica (dove c'erano due cassonetti capienti) in una discarica di materiali di ogni tipo; e in secondo luogo Sei Toscana, a cui da tempo sarebbe stata segnalata questa area in cui impropriamente si stoccano rifiuti. Le foto sono emblematiche, così come le parole di chi chiede lumi: "Quando si entra in paese, proprio a due passi dal cimitero, spicca sullo sfondo il nostro splendido castello e davanti agli occhi, invece, un'autentica discarica che si ingrossa ogni giorno di più. Da settimane. Dispiace che il personale di Sei Toscana deputato allo svuotamento dei cassonetti non intervenga. Ora ci stiamo stufati..».