Buttiglione: «Pronti a fare la nostra parte anche in termini di risorse finanziarie» Sirica (Cna): Così rilanciamo i concorsi II ministro della Cultura, Rocco Buttiglione, è convinto che occorra rilanciare la qualità architettonica mediante lo strumento del concorso di progettazione. E rilanciare il disegno di legge S2867 che giace alla commissione Cultura del Senato: ultima riunione, il 3 novembre 2004. «Il disegno di legge fermo al Senato -dice il Ministro - va rilanciato. Il nostro è un appello alla comunità nazionale per capire se si vuole rilanciare la cultura architettonica italiana. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, anche in termini di risorse, perché sappiamo che è facile aggregare risorse dei privati, delle Regioni e degli enti locali, ma sappiamo anche che, se non c'è una base statale da cui partire, difficilmente questo diventerà un processo capacità di incidere in profondità». Le risorse sono fondamentali, in effetti, per il decollo degli incentivi alle amministrazioni per utilizzare lo strumento dei concorsi. «La prima versione del disegno di legge sulla qualità architettonica, firmata da Giovanna Melandri, nella scorsa legislatura, tramontò proprio per la mancanza di fondi», ricorda Raffaele Sirica, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, che però chiede di incentivare l'architettura di qualità anche con norme «a costo zero». Tra queste il rafforzamento nella legge Merloni sugli appalti del documento preliminare di programmazione, dei concorsi dì progettazione, della verifica dei progetti. Un'altra iniziativa del Cna è quella di un incentivo ai privati a progettare opere mediante concorsi di architettura «in cambio di cubature aggiuntive e accelerazioni procedurali, come quella di chiamare nella commissione di valutazione delle proposte tutte le amministrazioni interessate all'opera e trasformare la commissione stessa in una conferenza di servizi». Sirica conferma comunque che «oggi c'è una vivacità di dibattito che non c'era solo qualche tempo fa» e che «effettivamente va colta l'occasione di questo scorcio di legislatura per approvare il disegno di legge o per trasferire le norme dentro un provvedimento più veloce, come può essere l'attuale disegno di legge sulla competitività». Certo è che il Cna lavora molto anche per introdurre norme e incentivi proposti a livello nazionale «anche nelle leggi regionali»: i primi successi nella legge regionale delle Marche sulla qualità architettonica e nelle proposte delle Giunte della Toscana e della Campania. Per i due Ddl attualmente all'esame del Senato, quello governativo promosso da Giuliano Urbani e quello della senatrice Ds Acciarini, si attende un chiarimento sui fondi disponibili. Il Ddl Urbani prevede, all'articolo 4, un fondo per incentivare i concorsi di idee e di progettazione anche presso le amministrazioni centrali e locali. La dotazione "teorica" prevista dal disegno di legge è di 3,5 miliardi. Proprio stasera si dovrebbe tenere al ministero una riunione per capire meglio come ripartire gli otto milioni complessivi a disposizione del ministero dei Beni culturali per le varie iniziative. A candidare l'architettura a una quota di queste risorse è Pio Baldi, direttore della Darc (direzione generale per l'Architettura e l'arte contemporanee). Ma l'ipotesi trova credito anche presso l'ufficio legislativo di Buttiglione e le sue stesse parole incoraggiano nel senso di un rilancio, anche finanziario, del Ddl sull'architettura. Il Ddl Urbani, molto simile al precedente Ddl Melandri, prevede altre misure oltre al fondo per l'incentivo dei concorsi: alcune modifiche alla legge Merloni nel senso di un rafforzamento dei concorsi e della posizione dell'architetto (per esempio con la creazione nel settore pubblico della figura del «direttore operativo» che affiancherà il direttore lavori con funzioni molto simili a quelle di un direttore artistico); l'impegno dei ministeri della Cultura e delle Infrastrutture a bandire concorsi per le proprie opere, se «di rilevante qualità architettonica»; un registro delle opere di architettura contemporanea di valore; un piano per la qualità delle costruzioni pubbliche.