Si parte dalla Toscana, la terra dove nacque l'artista, per arrivare nella Milano dell'Expo Il luogo simbolo di Giotto è la Basilica Superiore di Assisi. Da qui, in contemporanea, diramandosi per altre cinque "capitali", testimoni del suo genio, è partito un progetto curato dal ministero dei Beni culturali, destinato a ricomporre lo straordinario mosaico dell'artista, di cui nel 2016 ricorrono i 750 anni dalla nascita. Per la capacità che ha avuto di esprimere la cultura del suo tempo, e in certa misura anche di superarla, aprendola a nuove piste e nuovi orizzonti, tanto da costituire un ineliminabile punto di riferimento per tutta l'arte europea, Giotto diventa l'emblema di una creatività e unicità che ne fanno il fondatore della lingua pittorica italiana, riconosciuta già dai contemporanei, da Dante al Cennini. Ora, complice l'Expo, la mostra aperta fino al 10 gennaio a Milano, Palazzo Reale, diventa il punto di partenza di un circuito, lungo tutta la penisola, dove forti sono le testimonianze del suo magistero. Carta e multimedialità. . Si tratta di un itinerario in sei tappe, sostenuto da alcuni apparati che fanno da supporto alla fruizione. Il primo è una guida edita da Electa (80 pagine, 70 illustrazioni, 12 euro), quasi un "invito" a visitare tutto quanto, lungo lo stivale, è conservato dell'artista e dei pittori che gli furono accanto e si confermarono al suo modello Il secondo, messo a punto da CoopCulture per i Poli museali regionali coinvolti nel progetto, è una innovativa piattaforma interattiva multicanale ideata per guidare l'utente alla scoperta della produzione del Maestro. I sei itinerari artistici regionali, potranno essere modulati e personalizzati sulla base delle proprie preferenze e disponibilità di viaggio. L'ArtPlanner avrà anche un riflesso sul territorio grazie ad una segnaletica ben riconoscibile, posta in corrispondenza delle opere, che conferirà al progetto una connotazione unitaria, fisica e digitale al tempo stesso. Progetto del ministero. Un insieme di strumenti che risponde all'idea di un'Italia intesa come "museo diffuso", una rete unica al mondo per ricchezza e collocazione di beni e attività culturali. Il "Progetto Giotto" è figlio di questa filosofia: un nome, un gruppo di soggetti coinvolti, un articolato itinerario di "occasioni giottesche" distribuito in più tappe. Dal momento che i 14 capolavori esposti a Milano non avrebbero potuto essere rappresentativi fino in fondo dell'evoluzione del linguaggio innovativo di Giotto, si è cercato di ampliare l'offerta condividendo l'idea di estendere la mostra su quei territori, che sono custodi e tasselli decisivi della sua crescita artistica. Protagonista rivoluzionario. Giotto diventa l'Italia, la "summa" della cultura figurativa del Medioevo, il protagonista di una rivoluzione prospettica, universalmente riconosciuto come il "padre della pittura moderna". Ora i luoghi in cui è possibile cogliere l'impronta, l'evoluzione e l'influenza della sua arte, sono messi in rete e in relazione. E formano appunto gli "Itinerari Giotteschi", sei percorsi che coinvolgono la Lombardia, il Veneto, l'Emilia Romagna, l'Umbria, la Campania e naturalmente la Toscana. Nella "sua" Firenze. Partendo dal suo capoluogo e dal Bargello, nato come Palazzo del Podestà a metà del Duecento, poi carcere per quasi tre secoli, e infine il primo museo nazionale dell'Italia unita, istituito con Regio Decreto il 22 giugno 1865, in una Firenze da poco nominata capitale del regno. Perché è qui, come indicava il Vasari nelle sue "Vite", che Giotto aveva ritratto Dante, un affresco rinvenuto nel 1840 sotto l'intonaco della Cappella, che campeggia sopra il crocifisso ligneo attribuito a Michelagelo, una scoperta che ricorda, ma con ben altri, quello finora vano della Battaglia di Anghiari di Leonardo, nascosto nelle pareti del salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. L'itinerario fiorentino prosegue e tocca la chiesa di Santa Maria Novella, la Galleria degli Uffizi, la chiesa e il museo di Santa Croce, il museo della Fondazione Horne, il campanile di Santa Maria del Fiore, la chiesa di Ognissanti, la chiesa di San Felice in piazza e quella di Santa Maria a Ricorboli spingendosi fino a Settignano, a villa "I Tatti". Milano e Padova. Articolati in totale in 34 siti, gli altri "luoghi di Giotto" sono a Milano la chiesa di San Gottardo in corte, l'abbazia cistercense di Chiaravalle e a San Giuliano Milanese l'abbazia umiliata di Viboldone; a Padova la Cappella degli Scrovegni, i musei civici agli Eremitani, il Palazzo della Ragione, la basilica di Sant'Antonio, l'oratorio di San Giorgio, la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, il battistero della cattedrale, la reggia carrarese, e l'oratorio di San Michele. Bologna. A Bologna ecco invece l'itinerario che tocca la Pinacoteca Nazionale e a Rimini il Tempio malatestiano e il museo della città dove è conservato il bellissimo crocefisso. Assisi. In Umbria l'itinerario passa dalle due basiliche di San Francesco e a Perugia dalla Galleria Nazionale dell'Umbria. Napoli. Infine Napoli, dove insieme ai frammenti superstiti degli importanti cicli della cappella Palatina in Castel Nuovo e della chiesa di Santa Chiara, sono proposti gli affreschi di Pietro Cavallini in San Domenico Maggiore come importante precedente all'affermarsi dell'arte di Giotto, oltre alla basilica di Santa Chiara, alla chiesa di Santa Maria Donnaregina Vecchia, alla Chiesa di San Lorenzo Maggiore e a quella dell'Incoronata per concludere il viaggio a Teano nella cattedrale di San Clemente.