È STATO Ferdinando Bologna a riportare a Napoli con il giusto onore la figura di Giotto. Prima dei suoi studi si tendeva a ridimensionare, domandandosi increduli come avesse potuto, in soli cinque anni, dal 1328 al 1333, affrescare alcune migliaia di metri quadri di superficie. È grazie a Bologna, al suo allievo Pierluigi Leone de Castris e a Giovanni Previtali che oggi la soprintendenza con il Comune ha potuto inserire d'autorità l'itinerario giottesco napoletano in quelli delle sette città dello stivale che si avvalgono dei lavori di "mastro Iocto". Un itinerario legato alla grande mostra milanese per l'Expo, che «permette di unire l'Italia sul filo di Giotto - spiega Mariella Utili, soprintendente del Polo museale, presentandolo con l'assessore alla Cultura Nino Daniele e Ida Maietta, storico dell'arte coordinatore del progetto. Novità assoluta, l'"ArtPlanner" di CoopCulture, che guiderà i visitatori consigliandoli anche in base al meteo. Si parte dalla Cappella Palatina del Maschio Angioino (lunedì-sabato 9-19, biglietto 6 euro), dove residua poco dell'opera di Giotto per Roberto d'Angiò, il re che incluse il figlio del fabbro del Mugello tra i "parenti" di corte. Dalle alte finestre (bisogna cercarle, l'allestimento è datato) ci guardano le testine di napoletani, forse ritratti per strada. Una sorta di "livella" di non Vip, a bilanciare gli "Uomini e donne il-lustri" della Sala Regia poi diventata dei Baroni. Di questi si è perso tutto. Non così in Santa Chiara (tutti i giorni, 7.30-13 e 16.30-20) dove, nel Coro delle monache, vediamo i frammenti autografi di Giotto del Compianto sul Cristo deposto, ma da non perdere le opere dei conventi di Santa Chiara e dei francescani (info 081 5518979). Come avrebbe fatto anche Caravaggio, l'innovatore Giotto lasciò una scuola e allievi come Roberto d'Oderisio che affrescò l'Incoronata (lunedì-sabato 9-14.30, ingresso gratuito) e del discepolo di Giotto denominato "Maestro di Giovanni Barrile" autore delle Storie della Vergine in San Lorenzo Maggiore (feriali 7.30-20 e festivi 8-13 e 15-20), dove si trova anche un esempio di linguaggio giottesco precedente al suo arrivo, nelle opere del Maestro delle Storie della Maddalena. A Teano nella cattedrale il Crocifisso dello stesso Maestro di Barrile (lunedì-sabato 8.30-12, domenica 8.30-12 e 16-19; info 340 5585152). Nell'itinerario anche San Domenico Maggiore, dove nella Cappella Brancaccio Pietro Cavallini precede Giotto con i suoi modi a Napoli (tutti i giorni 8.30-13 e 16-19), lo stesso in Donnaregina Vecchia (lunedì- sabato 9.30-16.30, domenica 9.30-14, biglietto 6 euro).
Giotto a Napoli. Gli itinerari del maestro. Dalla Cappella Palatina a Santa Chiara
Il Polo museale di Napoli ha lanciato un itinerario "giottesco" che consente di visitare le opere di Giotto in sette città dello stivale. L'itinerario è stato realizzato grazie all'artista Ferdinando Bologna e ai suoi allievi Pierluigi Leone de Castris e Giovanni Previtali. Il percorso include la Cappella Palatina del Maschio Angioino, Santa Chiara, San Lorenzo Maggiore, Teano, San Domenico Maggiore, Donnaregina Vecchia e la Cattedrale di Napoli. L'itinerario è stato realizzato per la mostra milanese Expo e permette di unire l'Italia sul filo di Giotto.
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