CHE TORINO sia diventata davvero una città turistica non lo si vede solo dalle persone ferme a un angolo con la cartina aperta davanti, o da chi ci chiede informazioni nella zona musei. I turisti, soprattutto gli stranieri, hanno ormai cominciato a percorrere anche le vie meno conosciute del centro e dell'Oltrepò. Un'inchiesta fatta presso i ragazzi che sono venuti in città per frequentare l'Università o il Politecnico dimostrerebbe che molti di loro hanno scelto di continuare a vivere e a cercare lavoro qui. Infine, la città è diventata oggetto di un'infinita serie di foto scattate con ogni mezzo che ne definiscono perfettamente la bellezza, attraverso le geometrie, le sfumature di grigio, le vetrine dei negozi e dei caffè. Last but not least, Torino è tra le protagoniste della scherzosa e recente campagna per boicottare l'arrivo della catena Starbuck in Italia, campagna che si basa sull'invito a fotografare e mandare sui social i propri piccoli bar, quelli dove si è cresciuti o dove si continua tuttora a prendere il cappuccino, che appaiono a chi l'ha lanciata il miglior locale pubblico d'Italia. Tutte queste cose forse non sono abbastanza per indicare il futuro di Torino nel turismo, ma dimostrano come ogni città e luogo fisico che possiede una vera bellezza finisce, anche grazie agli sforzi di chi se ne occupa, per piacere nel nostro paese e nel mondo. Isabella Scattio Gentile signora Scattio, sono d'accordo con lei, e aggiungo altri elementi: la vista della Mole, ad esempio, una gioia alla quale molti torinesi sono abituati da decenni, è diventata un oggetto di desiderio nelle compravendite immobiliari, così come la vicinanza al Museo del Cinema e al Museo Egizio sono tra le prime cose citate nelle pubblicità dei bed breakfast. E lo scambio di casa finalmente funziona, e chi lo pratica regolarmente riesce perfino a visitare Parigi o New York con questo sistema. Non sarà tutto, ma è qualcosa. v.schiavazzirepubblica.it 18 ottobre 2015 sez.