LA NOTIZIA dell'avvio dell'iter per l'approvazione della Riforma urbanistica siciliana entro questa estate potrebbe essere accolta con entusiasmo, specialmente da chi, tra urbanisti, politici e professionisti, ha a lungo atteso una normativa che potrebbe risolvere almeno una parte dei problemi del territorio siciliano. LE NOVTTÀ A RISCHIO DELLA NUOVA LEGGE URBANISTICA DOPO la consegna da parte di tre Università delle linee guida della Riforma, su iniziativa del Governo, il gruppo dei saggi formato dagli stessi docenti che avevano curato le linee guida, i dirigenti del territorio e ambiente settore urbanistica, e gli esperti giuristi nominati dalla Regione, hanno consegnato lunedì scorso i sessantaquattro articoli che soppianteranno, abrogandole, ben ventotto leggi regionali. L'articolato di legge adesso si trova nelle mani dell'assessore Cascio che dovrà iniziare l'iter di consultazioni con gli ordini professionali, le università e le categorie interessate prima di presentarlo in aula. Ma è la soddisfazione per questo primo traguardo raggiunto è solo a metà. La nuova legge urbanistica, infatti, adesso varca la soglia dell'Assessorato che è stato di Bartolo Pellegrino e Mario Parlavecchio di Nuova Sicilia prima e di Francesco Cascio di Forza Italia, ora. Di quegli assessori facenti parte di un governo che per sanare i buchi in bilancio non hanno esitato un momento, pur potendosi appellare all'autonomia siciliana, ad applicare anche in Sicilia l'ultimo condono edilizio e la sdemanializzazione del territorio. Strategie economiche che al momento non stanno producendo gli esiti sperati, facendo solo perdere tempo e... territorio. Una legge come quella in discussione per raggiungere i gli obiettivi sperati avrà bisogno di un appoggio vasto, si teme anche dei rappresentanti di quel "partito degli abusivi" che tanti danni ha prodotto nell'azione del governo. E non sembra un caso che tra gli articoli della nuova legge non ce n'è uno solo che si riferisca agli abusivi, rimanendo questo capitolo uno dei tanti problemi scottanti e irrisolti di un territorio compromesso. «La legge in discussione precisa l'urbanista Giuseppe Gangemi del gruppo dei saggi non ha niente a che vedere con le sanatorie. E' una legge che mira solo al governo strategico del territorio. Nella nuova legge urbanistica prosegue che oggi consegniamo al governo, non c'è un solo articolo che affidi mari e monti agli stessi comuni che non li hanno tutelati. Anzi, durante le redazione dei nuovi piani, le fasce di rispetto sono state addirittura raddoppiate, quella marina passa da 150 a 300 metri mentre quella boschiva da 200 a 400». Non di meno, la nuova legge urbanistica prevede che assieme alle vecchie leggi vengano pure mandati in pensione alcuni vecchi modi di fare urbanistica. La nuova legge, ad esempio, impone una vera e propria rivoluzione copernicana per ciò che riguarda l'assetto dei quadri dirigenziali degli Uffici dell'Assessorato al Territorio e del personale in previsione dell'istituzione dell'Ufficio del Piano Regolatore Regionale, e del Sitr, il Sistema Informatico Territoriale Regionale che rappresenta la piattaforma informatica di appoggio del Piano regionale, che con i suoi "nodi telematici" sparsi nelle varie province consentirà attraverso la messa in rete dei progetti di controllare la disponibilità dei suoli. Sarà così il cervello -ne centrale, situato nella palazzina dell'Assessorato in via Ugo La Malfa, a verificare accavallamenti e priorità tra i vari livelli di pianificazione: regionale, provinciale, comunale e strategico. E non solo. Il punto più ambizioso della nuova Legge Urbanistica sarà quello di legare pianificazione e disponibilità finanziaria. Ogni progetto, infatti, prima di essere approvato in sede di "Conferenza di Piano" verrà prima verificato all'interno del Dpefr, il documento di programmazione economico e finanziario della Regione siciliana. SALVO SBACCHIS
SICILIA - Legge urbanistica novità a rischio
Il governo siciliano ha consegnato i sessantaquattro articoli della nuova legge urbanistica, che prevede l'abrogazione di ventotto leggi regionali e la creazione di un nuovo piano regolatore regionale. La legge mira a risolvere i problemi del territorio siciliano, come la perdita di territorio e la mancanza di pianificazione strategica. La legge prevede anche la creazione di un sistema informatico regionale per controllare la disponibilità dei suoli e legare la pianificazione e la disponibilità finanziaria. Tuttavia, la legge non affronta direttamente il problema degli abusivi e si teme che il governo possa non avere il sostegno necessario per implementarla.
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