le nomine ai musei di napoli Dal ministero indicazioni agli enti locali sulle nomine nei comitati scientifici Spinosa? Troppo ingombrante per Capodimonte. Che l'ex soprintendente sia un personaggio a dir poco esplosivo è cosa nota. Evidentemente è della stessa opinione il ministro Franceschini che con una lettera alla Regione Campania ha bloccato la candidatura di Spinosa a membro del comitato scientifico del museo che aveva a lungo guidato. Ne abbiamo già parlato su queste colonne: Spinosa era stato candidato dalla Regione come proprio rappresentante nel comitato. Lui se ne era dichiarato entusiasta qualche giorno fa in un'intervista al «Corriere del Mezzogiorno». Poi, colpo di scena. La candidatura viene ritirata. Motivo? Lo stesso Spinosa riteneva fosse un problema di incompatibilità tra il ruolo da ricoprire e la sua condizione di pensionato. Ma non è così. Infatti Pietro Giovanni Guzzo, anche lui pensionato, entrerà nel comitato scientifico del Museo Archeologico Nazionale su indicazione del Comune di Napoli. Anche dal ministero confermano: nessuna incompatibilità tra le due cose. E allora? Dove si è arenata la candidatura di Spinosa? A quanto pare a Palazzo Santa Lucia è arrivata, qualche giorno dopo l'intervista a Spinosa, una lettera del ministro Franceschini. Che, beninteso, non nomina mai l'ex soprintendente in maniera esplicita. Ma sconsiglia vivamente, perché inopportuna, l'ingresso - nei comitati scientifici dei musei in attesa dei superdirettori - di personalità che in qualche modo, per precedenti posizioni nelle stesse istituzioni, sono stati portatori di un altro modello organizzativo rispetto al presente. È abbastanza chiaro che il personaggio in questione è proprio lui, Spinosa, uno studioso dalla fortissima personalità che ha dato la propria impronta alla gestione di Capodimonte, fin dall'epoca delle grandi mostre su Seicento e Settecento. Del resto il veto nei confronti di Spinosa sembra in linea con la volontà di Franceschini di tagliare di netto i rami più antichi del Mibact, in nome di un rinnovamento in puro stile renziano. In ogni caso, la riforma prevede la nomina di uno dei membri del comitato da parte delle istituzioni locali, Regione e Comune. Se sono loro a dover scegliere, perché il ministero interferisce? Sembra strano insomma che il decisionista De Luca si sia lasciato imporre un passo indietro da Franceschini. Che, in nome della «rivoluzione dei musei», a quanto pare non si ferma di fronte a nulla.