Brugnaro di fronte agli ispettori Unesco. Incontro brusco e con qualche tensione. «Se non siete qui per aiutarci non serve», è sbottato a un certo punto, «Venezia ha bisogno di risorse. Siete in grado di destinarle alla città?». Alla fine cordiale, con la foto tutti insieme. E l'appello di Brugnaro all'organizzazione internazionale: «Aiutateci a convincere anche il nostro governo che la città ha bisogno di risorse». Il sindaco ha fatto un po' di fatica a trattenersi quando la delegazione degli ispettori dell'Unesco venuti in città per verificare se siano state rispettate le indicazioni date lo scorso anno ha illustrato la sua idea per risolvere il problema delle grandi navi. E gli ispettori hanno ribadito il concetto: «Per restare nei siti Unesco dei luoghi riconosciuti come «Patrimonio dell'Umanità», Venezia deve invertire la rotta. Non solo quella delle navi, togliendo al più presto le crociere da San Marco. Ma anche quella dell'invasione del turismo, uno dei maggiori problemi della città, visitata nel 2015 da 30 milioni di persone. «Venezia è una città viva, dobbiamo difendere i posti di lavoro», ha detto Brugnaro nella sua arringa appassionata. Gli ispettori, che per tradizione sono riservati e silenziosi, hanno espresso alla fine un apprezzamento per la passione e la chiarezza con cui Brugnaro ha esposto le sue idee. Ma ribadito il concetto: in laguna non si possono scavare nuovi canali. E la valanga dei turisti va subito regolata. Visita di una settimana, iniziata ieri, che proseguirà nei prossimi giorni con sopralluoghi in laguna e incontri con i sindaci della gronda, con una visita al Porto e una conferenza oggi pomeriggio nella sede dell'Unesco di palazzo Zorzi a Castello. La delegazione dell'Unesco, composta di 13 persone tra cui tre ispettori, ha incontrato ieri mattina nella sala giunta di Ca' Farsetti anche alcuni sindaci del Veneziano, dirigenti del Porto, del Magistrato alle Acque e della Soprintendenza e del Patriarcato. Anche la Curia ha battuto sul tasto dei finanziamenti. «Non abbiamo risorse per restaurare il nostro immenso patrimonio». La visita di ieri della cosiddetta «Missione di Valutazione» ha il fine appunto di valutare se qualche intervento sia stato messo in atto per invertire la tendenza. «Grandi opere, troppi turisti e canali impattanti che mettono a rischio la sopravvivenza futura della delicata città d'acqua», era stato il richiamo lanciato esattamente un anno fa nella Conferenza di Doha. In febbraio era arrivata la «diffida». Un allarme ripreso poi dal rappresentante per l'Italia del'Unesco Philippe Pypaert. Procedura avviata, dunque. E se Venezia non farà qualcosa, rischia davvero di essere depennata dai siti Unesco. Ecco allora i sopralluoghi, che preludono al verdetto finale. All'incontro di ieri il Comune non aveva invitato le associazioni ambientaliste, in testa Italia Nostra che svolge da anni un lavoro di primo livello nella difesa della città. I commissari hanno rimediato, convocando le associazioni per domani.
VENEZIA - Brugnaro all'Unesco: Dateci risorse
La delegazione degli ispettori dell'Unesco è stata a Venezia per verificare se le indicazioni date lo scorso anno sono state rispettate. Il sindaco Brugnaro ha incontrato la delegazione e ha espresso la sua idea per risolvere il problema delle grandi navi. Ha anche ribadito il concetto che Venezia deve invertire la rotta, togliendo al più presto le crociere da San Marco e regolando la valanga dei turisti. Gli ispettori hanno espresso un apprezzamento per la passione e la chiarezza con cui Brugnaro ha esposto le sue idee, ma hanno ribadito che in laguna non si possono scavare nuovi canali.
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