LUCCA Delle Mura dei Borghi si è sempre parlato poco. Messa in ombra sia dalla fortificazione medievale, di cui fu un'estensione, sia dalla cerchia rinascimentale, nella quale venne inglobata, questa parte del monumento si sta prendendo la rivincita. È di questi giorni la notizia della scoperta del perimetro di un torrione angolare del 1391 e quindi risalente all'ampliamento dei Borghi, che fu realizzato tra il XIV e XV secolo a difesa dei nuovi agglomerati sorti nella zona nord-est della città, allora fuori dalle Mura duecentesche. A trovarlo sono stati l'archeologa Elisabetta Abela e i suoi collaboratori, sotto la direzione di Giulio Ciampoltrini della Soprintendenza fiorentina, durante gli scavi al baluardo San Martino, alla cui sortita si stanno svolgendo i lavori di restauro coordinati dal Comune e finanziati da Fondazione Cassa di Risparmio e Regione Toscana. La particolarità della scoperta è che si tratta del primo torrione a pianta esagonale finora messo in luce a Lucca. E la buona notizia è che, una volta riaperta la sortita forse ad inizio 2016 -, i resti saranno visibili a tutti, come già succede per i "gemelli" dello scavo effettuato nel 2013 alla Casa del Boia, dove fu trovato il relativo torrione, anch'esso delle Mura dei Borghi, ma in quel caso di forma rettangolare. C'è un terzo luogo che testimonia quest'antica cinta, quasi del tutto scomparsa con l'edificazione della fortificazione rinascimentale: il complesso di San Micheletto, dove anni fa venne scoperto un tratto delle mura. Ciampoltrini definisce notevole la scoperta. «Arricchisce dice il quadro di conoscenza sulle Mura. Ed è importante che sarà visibile. Come alla Casa del Boia, si potrà entrare dentro una struttura del monumento e vederne tutta la storia. Per questo mi auguro che nel futuro del progetto museale della Casa del Boia si tenga conto di queste importanti acquisizioni storiche e archeologiche». A caratterizzare il torrione del baluardo San Martino è la pianta esagonale. «Era noto dicono Abela e Ciampoltrini che in quella posizione c'era una torre, ma non si conosceva come fosse fatta. Pensavamo di trovarla a forma tonda, come di norma una costruzione angolare veniva realizzata già un secolo prima perché più adatta a resistere alle artiglierie». Sui motivi della scelta del la pianta esagonale gli archeologi non hanno risposte. «È materia da approfondire spiegano -. Si può solo osservare che era una formula arcaica, perché già nel 1300 le torri delle Mura di Lucca erano circolari, mentre cento anni dopo si torna all'esagono. Fu forse una scelta architettonica dove prevalse la componente della tradizione, neanche troppo isolata a quel tempo: un esempio simile c'è nella rocca di Montalcino». Sulla datazione, invece, nessun dubbio: il 1391 è riportato nell'iscrizione di uno stemma sulla casermetta del baluardo San Martino. In origine alto e possente, del torrione è visibile non solo l'intero perimetro circa nove metri di diametro -, ma anche parte della pavimentazione interna, oltre a due feritoie aperte ai primi del 1400 per collocare piccoli cannoni. Anche la sua fattura a mattoni, potrà fornire spunti per ulteriori studi. «Sappiamo conclude Ciampoltrini - che alle Mura vi lavorarono squadre e capomastri di area fiorentina, tanto che la torre della Casa del Boia è identica a quelle delle Mura trecentesche di Firenze. Il torrione del baluardo San Martino, però, è diverso: furono gli stessi a lavorarci?».