«UNA decisione manifesto presa da Marino sapendo benissimo che tra qualche mese qualcuno la capovolgerà perché sulla questione dell'area archeologica centrale siamo in ritardo di alcuni secoli, non è mai stata affrontata seriamente, manca un progetto complessivo». Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte, presidente del Consiglio Scientifico del Louvre, è scettico sulla decisione del sindaco di pedonalizzare completamente via dei Fori Imperiali entro i pochi giorni che mancano alla sua decadenza. Dunque una decisione affrettata? «Per cominciare vorrei dire che sono molto addolorato per il fatto che l'esperienza di Marino in Campidoglio sia finita così. Per il resto invece sono convinto che il problema dell'area archeologica centrale di Roma non si risolva né chiudendola né aprendola al traffico». E come si potrebbe sciogliere il nodo? «Considerando quest'area, come non è stato mai fatto dal 1871, un pezzo di Roma, pianificando la sua sutura con il resto della città come un qualcosa che deve stare in mezzo tra l'architettura del paesaggio e un progetto urbanistico. Manca, ed è sempre mancato, un progetto complessivo che possa raccogliere il massimo della qualità e dei consensi. Bisognerebbe fare un concorso internazionale per grandi architetti del paesaggio e del paesaggio urbano. Marino ha manifestato una buona intenzione ma non è riuscito a portarla a termine».
FORI PEDONALIZZATI "Solo uno spot manca un piano serve il concorso"
Il sindaco di Roma, Marino, ha deciso di pedonalizzare via dei Fori Imperiali entro pochi giorni dalla sua decadenza. L'archeologo e storico dell'arte Salvatore Settis è scettico sulla decisione, considerandola affrettata. Settis sostiene che il problema dell'area archeologica centrale di Roma non si risolva chiudendola o aprendola al traffico, ma richiede un progetto complessivo che tenga conto dell'architettura del paesaggio e del paesaggio urbano. Settis propone di fare un concorso internazionale per grandi architetti del paesaggio e del paesaggio urbano per trovare una soluzione. Marino ha manifestato una buona intenzione, ma non è riuscito a portarla a termine.
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