TRE MILIONI di euro per la Nazionale, due per l'Opificio, 500 mila per la Crusca. Per gli istituti fiorentini, dopo anni di lacrime, è la fine dell'austerità. O almeno è quanto promette la nuova Legge di Stabilità, varata ieri dal consiglio dei ministri e inviata alla Commissione europea. Una sostanziale «inversione di tendenza» secondo il ministro Dario Franceschini, con il governo che torna, «dopo tanti anni, a credere nella cultura come leva dello sviluppo del Paese». Parole che si traducono in numeri, con 150 milioni di euro per il 2016 (che diventeranno 170 nel 2017 e 165 nel 2018) destinati alla «tutela del patrimonio » e ai «grandi progetti culturali», 30 dei quali, nello specifico, per «archivi, biblioteche e istituti del ministero». Per Firenze, si tratta di 3 milioni, nel 2016, alla biblioteca di piazza dei Cavalleggeri, che vede così più che quadruplicato lo stanziamento per il 2015 (a sua volta aumentato, nel passaggio dal bilancio previsionale a quello assestato, da 196.397 euro a 687.515). Altrettanto eclatanti le novità che riguardano l'Opificio delle pietre dure, altra realtà negli ultimi anni penalizzata dal clima di austerity: i fondi previsti per il prossimo anno ammontano a 2 milioni di euro, anche in questo caso quattro volte di più rispetto ai 480.376 stanziati nel 2015 (che a loro volta ribaltavano la previsione di appena 22 mila euro fatta a dicembre 2014). Quanto all'Accademia della Crusca, beneficerà di uno stanziamento di un milione che dovrà dividersi equamente con i Lincei a Roma. Della nuova legge beneficeranno infine i musei dell'ex Polo fiorentino, che attingeranno a 20 milioni in più previsti ogni anno per l'intero comparto a livello nazionale oltre, per quanto riguarda il progetto "Nuovi Uffizi", ai 70 milioni, per il 2017, del cosiddetto fondo "Grandi progetti culturali", che comprende anche i lavori di ampliamento della Galleria. Più complessa la questione del personale: insieme alle misure della Legge di Stabilità, Franceschini ha infatti annunciato, in deroga al blocco attualmente vigente, un concorso straordinario per l'assunzione di 500 «professionisti del patrimonio culturale»: nello specifico, «antropologi, archeologi, architetti, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, esperti di promozione e comunicazione, restauratori e storici dell'arte», con previsione di entrata in servizio dal 1 gennaio 2017. Se è vero che la destinazione del nuovo organico non è ancora stata formalizzata, le categorie elencate fanno pensare, ancora una volta, a una boccata di ossigeno per Nazionale e Opificio. Restano apparentemente esclusi dal conto, invece, i custodi dei musei, il cui numero insufficiente è stato più volte denunciato, in primis agli Uffizi, come causa della ciclica chiusura di sale. Nei mesi scorsi, del resto, tanto Franceschini quanto il premier Matteo Renzi avevano parlato della necessità di modificare gli attuali parametri di sicurezza che prevedono un numero minimo di custodi per ogni ambiente, a favore dell'introduzione di sistemi di meno costosi telesorveglianza.