UN Mezzogiorno che riparta dalla cultura e dal patrimonio artistico e architettonico. Un Sud che sia destinatario di una «politica industriale concreta, con una visione quinquennale se non decennale ». È questo il messaggio al governo dei giovani imprenditori di Confindustria, da domani (e fino a sabato) riuniti a Capri per l'annuale appuntamento dell'associazione dopo due anni di assenza dall'isola. Al centro della due giorni, i nodi più scottanti per chi fa impresa: legalità, infrastrutture, burocrazia, fondi europei. Previsto l'intervento di 4 ministri: Angelino Alfano (Interni), Maurizio Martina (Politiche agricole), Stefania Giannini (Istruzione) e Pier Carlo Padoan (Economia) atteso sabato per parlare di legge di stabilità poche ore dopo averla presentata. Per il trentennale del convegno, quest'anno sono stati invitati molti tra i past president più "incisivi" per impegno e attività (tra cui Luigi Abete, Antonio D'Amato, Emma Marcegaglia, Matteo Colaninno). Un'occasione, quella di Capri, per chiedere al governo di premere l'acceleratore per il Sud. «Chiusa la fase delle riforme costituzionali dice Marco Gay, numero uno degli junior ora è il momento che l'agenda politica si concentri sulle imprese e sul masterplan per il Sud annunciato da Renzi. Ora bisogna fare presto ». L'appello è all'impegno del governo per il territorio che si traduca in azioni concrete e visibili per le imprese. A partire dai beni culturali, vera risorsa per la rinascita. «Il masterplan per il Mezzogiorno deve essere un altro punto di partenza prosegue Gay il governo si concentri ora nello sfruttare i segnali interni ed esterni di ripartenza. Il Sud è ricco di talento imprenditoriale, di capitale umano e di un'industria che si sta affievolendo ma ha voglia di crescere. In più c'è la cultura, il Mezzogiorno non può vivere solo di turismo». Non a caso il titolo del convegno quest'anno è "Patrimonio Italia. Cambiamo punto di vista". I beni culturali, i siti più famosi al mondo (uno per tutti, Pompei) racchiusi nel territorio a Sud di Roma sono una miniera d'oro e gli industriali sarebbero pronti a investire, se burocrazia e voglia di fare impresa andassero di pari passo. «Siamo stufi di sentire parlare di un Paese a due velocità prosegue Gay, assieme a Vincenzo Caputo, vicepresidente nazionale dei Giovani - Il Paese è unico e come tale deve muoversi, puntando sulla grande resistenza dimostrata dagli imprenditori e sulla capacità di reagire che sta emergendo». Ai ritardi della burocrazia, i giovani industriali si riferiscono quando parlano di fondi europei non spesi e dei progetti mancati. Un punto di debolezza soprattutto in Campania: «Il problema della burocrazia è legato all'illegalità dice Nunzia Petrosino, presidente Giovani Campania semplificazione e trasparenza significano anche rendere difficili a criminalità e corruzione di annidarsi nei processi. I nostri territori sono minati alla base da una criminalità che è pervasiva e mina il nostro tessuto produttivo». E sui fondi europei: «Nella mia regione sentiamo molto forte il problema della burocrazia conclude la Petrosino e gli effetti dei ritardi nei tempi di presentazione dei progetti europei sul nostro territorio incidono al 61 per cento sul loro iter di conclusione. La colpa è delle regole che complicano invece di semplificare ». Sabato sono attesi il presidente della Regione Vincenzo De Luca e anche gli interventi di imprenditori di successo come Brunello Cucinelli e Diego Della Valle. Chiude il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.