Le copiose infiltrazioni di acqua dovute alla pioggia battente che negli ultimi due giorni ha flagellato l'area sud del Vesuvio, oltre alla Campania tutta, hanno causato il sollevamento per diversi centimetri dalla sua sede un mosaico a motivi geometrici e tessere bianche e nere di un triclinio della Casa di Polibio a Pompei (solo ieri, sono caduti sugli scavi circa 15,4 litri di pioggia per metro quadrato). Restauratori e tecnici sono già al lavoro per riparare i danni e conservare l'apparato musivo e strutturale della domus. La Casa di Polibio, che si trova quasi alla fine di via dell'Abbondanza, al momento non è visitabile; insieme alle altre rientra nel piano di «mitigazione del rischio idrogeologico» del Grande Progetto Pompei. Il triclinio interessato è situato sul lato nord della domus in prossimità dei terrapieni dell'area non ancora scavata. Secondo i tecnici intervenuti per valutare i danni, la causa principale sarebbe da addebitare ai terreni intrisi d'acqua e alla difficoltà di drenaggio di quel settore degli scavi. Altra causa, nota la Soprintendenza, sarebbe la presenza di cisterne di pertinenza di case non scavate e prossime alla domus.
POMPEI-Pioggia a Pompei, danneggiato un mosaico della domus di Polibio
Le copiose infiltrazioni di acqua dovute alla pioggia battente che negli ultimi due giorni ha flagellato l'area sud del Vesuvio, oltre alla Campania tutta, hanno causato il sollevamento per diversi centimetri dalla sua sede un mosaico a motivi geometrici e tessere bianche e nere di un triclinio della Casa di Polibio a Pompei (solo ieri, sono caduti sugli scavi circa 15,4 litri di pioggia per metro quadrato). Restauratori e tecnici sono già al lavoro per riparare i danni e conservare l'apparato musivo e strutturale della domus. La Casa di Polibio, che si trova quasi alla fine di via dell'Abbondanza, al momento non è visitabile; insieme alle altre rientra nel piano di mitigazione del rischio idrogeologico del Grande Progetto Pompei. Il triclinio interessato è situato sul lato nord della domus in prossimità dei terrapieni dell'area non ancora scavata. Secondo i tecnici intervenuti per valutare i danni, la causa principale sarebbe da addebitare ai terreni intrisi d'acqua e alla difficoltà di drenaggio di quel settore degli scavi. Altra causa, nota la Soprintendenza, sarebbe la presenza di cisterne di pertinenza di case non scavate e prossime alla domus.
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