Il manager pubblico e la cultura "Così si favorisce l'inclusione sociale" Carlo Borgomeo oggi è a Palermo, dove festeggia il nono compleanno della Fondazione con il Sud all'Ecomuseo mare memoria viva, realizzato da Clac, un gruppo di giovani professionisti e sostenuto dalla Fondazione di cui è presidente. Un progetto sociale, culturale e di rigenerazione urbana che è la versione siciliana del modello di valorizzazione della catacombe al rione Sanità. Presidente Borgomeo, beni culturali e turismo posso essere la chiave di volta dello sviluppo di Napoli e della Campania? "Registro che siamo di fronte a una colossale occasione, non ho competenze specifiche sul patrimonio artistico, ma a me preme recuperare il concetto che il bene culturale è bene comune, e la sua valorizzazione non ha solo effetti positivi dal punto di vista economico e occupazionale, ma ha un effetto sociale straordinario che consiste nel recupero del senso di appartenenza alla comunità". Il presidente del Consiglio dei beni culturali Giuliano Volpe nell'intervista a Repubblica cita ad esempio i giovani che gestiscono le catacombe di San Gennaro. Lei è stato tra i protagonisti. Si può partire dalla Sanità? "Ho sempre rilevato in chi visita le catacombe due reazioni: una, legata alla bellezza del sito, l'altra ha a che fare con l'espressione di quei ragazzi della Sanità che si stanno giocando il riscatto del loro territorio. E sappiamo tutti quanto sia difficile la situazione di quel quartiere. Ma il caso della cooperativa dei giovani della Sanità sta producendo cambiamenti ". Quindi, bisogna dare fiducia ai giovani, affidare loro beni e musei? "Certamente. Dare fiducia, ma fare i controlli. Alla Sanità segnalo che mai nessun rilievo è stato sollevato dalle soprintendenze. Quindi, è possibile affidare ai giovani la gestione dei beni culturali". Il ministro Franceschini ha firmato un decreto per affidare monumenti abbandonati al terzo settore. Che ne pensa? "Sono d'accordo. C'è molto spazio per il terzo settore nei beni culturali, così come per le associazioni e i cittadini. In quanto beni comuni scavi e musei sono dei cittadini. Forse in passato la tutela è prevalsa sulla valorizzazione, serve un maggiore equilibrio". E questo è il compito dei nuovi direttori dei musei autonomi, e tanti servizi vanno potenziati o creati... "Non vorrei prenderla alla lontana, ma la cultura è riservata alla élite o è strumento di inclusione sociale? Io penso che il bello fa bene alla civilizzazione di un territorio, è un formidabile elemento di inclusione sociale. Ma in giro c'è ancora l'idea che la cultura, sì, è importante, ma viene "dopo" altri problemi. Come l'evasione scolastica e altre forme di disagio. Che errore ". Spetta al pubblico intervenire. Le prossime elezioni a Napoli sono un'occasione? "Due cose: la difficoltà del pubblico va denunciata, ma non deve essere un alibi per gli atri soggetti che possono fare rete, e organizzarsi lo stesso, come insegna l'esperienza del progetto Purgatorio ad Arco". E il candidato sindaco? "Per il mio ruolo istituzionale non entro nel toto-nomi. Il candidato dovrebbe attenuare la spinta al leaderismo, non è un soggetto solitario, governare Napoli è difficilissimo. Serve una proposta che comprenda una squadra di 50-100 professionalità che collaborano con il leader e abbiano le idee chiare piuttosto che scrivere lunghi programmi elettorali".