Far rinascere i giardini pensili di Palazzo Reale, aprire le raccolte ai giovani studiosi perché possano farsi le ossa anche nella loro città. Trasformare Palazzo Spinola di Pellicceria in un museo vivente, con attori e figuranti che animino le visite guidante nelle stanze e il percorso raccontando la storia dal punto di vista dei personaggi che l'hanno vissuta. E, ancora, rendere più semplice raggiungere il museo a piedi, visto che districarsi nei vicoli in direzione di piazza Pellicceria non è la cosa più semplice del mondo. «Parlerò con il Comune per migliorare la cartellonistica e, magari, evidenziare un percorso dal Porto Antico al Palazzo con una striscia dorata per terra che possa guidare i visitatori», dice la nuova responsabile del polo museale della Liguria, Serena Bertolucci. Che parla a ruota libera dei suoi progetti alla vigilia dell'insediamento a Genova - il primo novembre - in entrambi i ruoli: direttore regionale e direttrice del nuovo museo unico di Palazzo Reale e Galleria Spinola, creato dal ministro Dario Franceschini, nell'ambito della riforma dei Beni Culturali. Riforma che, a Genova come altrove, non è particolarmente apprezzata dagli storici dell'arte sebbene con l'unificazione i due poli siano stati "promossi" al rango di museo autonomo, indipendente dalle sovrintendenze. Eppure, ancor prima di mettersi al lavoro sulla programmazione, la camoglina Bertolucci dovrà affrontare la resistenza alla riforma e, per dirla fuori dai denti, anche alla sua stessa persona. «Ha studiato con noi ma nessuno di noi la conosceva», il commento più gettonato e feroce. «Per il momento ho ricevuto più offerte di collaborazione che critiche - risponde senza scomporsi la nuova direttrice manager- in particolare dall'ex direttore di Palazzo Reale, Luca Leoncini. Palazzo Reale è Luca Leoncini e sono molto felice che abbia deciso di rimanere con me in qualità di responsabile delle raccolte d'arte del museo. Ad ogni modo, quando troverò delle resistenze le affronterò. Non mi spavento facilmente e per il momento sono guidata dall'entusiasmo». Secondo la base, la prima resa dei conti si avrà alla pubblicazione dell'interpello ministeriale per i posti interni al polo museale regionale. «Quando non si presenterà nessuno capirà», dice uno studioso non molto contento a Palazzo. Ma torniamo al futuro dei due musei, che cosa comporta la fusione? «Lo status di museo nazionale è più elevato, i due musei godranno di maggiore autonomia gestionale e finanziaria, potremo coinvolgere i privati, con il bonus arte, oltre a godere di finanziamenti speciali». Chiederà anche all'attuale direttrice della Galleria Spinola, Farida Simonetti, di rimanere con lei? «Non le ho ancora parlato di persona, lo farò presto, ma certamente mi auguro che rimanga dopo essersi tanto spesa per la Galleria. Fra l'altro è una camoglina come me, ci capiremo». Resistenze e critiche, insomma, non sembrano sfiorare la nuova manager di tutti musei liguri, da Luni ai Balzi Rossi. La quale, mentre il figlio di sei anni, gioca in porta la partita settimanale di calcio, non smette di pensare ai nuovi impegni. Tranne in un passaggio critico che la fa esclamare: «Oh no, ha preso un gol..». «Lunedì sarò a Palazzo Reale - riprende - per cominciare a pianificare il lavoro. Insisto sui giardini pensili perché, tra il Seicento e l'Ottocento, erano apprezzatissimi dai viaggiatori che visitavano Genova e poi ne scrivevano. Recuperare tutta la dimensione esterna di Palazzo Reale, per aprirlo ancora di più alla città, è uno dei miei primi obiettivi».