L'assessore annuncia battaglia contro le costruzioni abusive. In arrivo un'ondata di contravvenzioni Minervini promette tolleranza zero "Le multe? Demoliamo gli scempi" " I PRIMI procedimenti sono già " I partiti e la Regione, in casi determinati, potrebbe anche promuovere azioniin danno»: la linea della fermezza dell'assessore Guglielmo Minervini sulla gestione del demanio marittimo segna un altro macigno contro chi ha «abusato» delle coste. L'azione in danno significa che la Regione può chiedere agli autori degli scempi un risarcimento dei danni ambientali che la Regione utilizzerà per ripristinare i luoghi. Cosa c'è dietro il suo atteggiamento ipersensibile nella gestione di questa delega? «Perché mi sta particolarmente a cuore la cattiva sorte che rischiano di fare le nostre coste. E siccome queste sono un bene primario e siccome c'è la consapevolezza che c'è questa aggressione che le consuma è irreversibile. Quando si sfascia una falesia, quando si sbanca la roccia di uno scoglio bellissimo, questo è irreversibile. Quando si manomette la foce di una lama, la manomissione è irreversibile. Quando modifichi la morfologia di un paesaggio si genera un effetto che non è immediatamente calcolabile. La costa è una linea lungo la quale avvengono scambi di energia cinetica di una potenza eccezionale. Siamo indotti a rimuovere questa consapevolezza perché riteniamo che quegli eventi possano avvenire solo eccezionalmente. Invece siamo in un tempo nel quale gli effetti delle trasformazioni stanno producendo dei fenomeni da un punto di vista naturalistico». Può fare qualche esempio? «Ci sono coste che per effetto dell'erosione, rischiano di scomparire tra dieci, quindici anni». E quale conclusione ha tratto in queste prime settimane di responsabile del demanio marittimo regionale? «Che in Puglia c'è una sorta di Far West. C'è una deregolazione che di fatto ha consentito una indiscriminata attività edilizia sulle coste». Ma è così generalizzato? «No. Tutt'altro. Non tutti gli operatori sono dediti a questo rapporto quasi predatorio. Ci sono alcuni operatori che sono, invece, consapevoli che la loro attività economica, il loro futuro imprenditoriale, è legato ad una azione di tutela della quale essi stessi devono assumere la responsabilità». Ma ci sono più operatori responsabili o predatori? «Non vorrei che il saldo di questo mio atteggiamento di fermezza si traduca in un'accusa indiscriminata verso i balneatori. Chi fa scempi non può far parte di questa categoria». E come si porrà la Regione nei confronti dei predatori? «Con la tolleranza zero». Può essere più chiaro? «Da settembre partirà un controllo puntuale a seguito del quale se si tratterà di procedere con azioni anche anche forti, lo faremo». Quali azioni forti? «Quelle previste dalle leggi, con il ripristino dello status quo ante. Vi sono alcuni casi scandalosi e per questo inquietanti. Non solo non si sono demoliti manufatti abusivi, ma molto spesso si continua l'esercizio delle attività economi che in questi manufatti». E questo cosa le fa pensare? «Che dietro questo fenomeno, in alcuni casi, c'è una rete di complicità che molto spesso coinvolge anche diversi soggetti, anche istituzionali. C'è qualcuno che non vede e ci sono enti locali che coprono». È un'accusa gravissima. «Ma è così, senza ovviamente generalizzare perché ci sono enti locali che hanno a cuore il proprio territorio». E davanti a questi casi la Regio -ne cosa sta facendo? «Sono partiti i primi procedimenti al termine dei quali potrebbe anche esserci l'azione in danno». Può dirci quanti sono i procedimenti avviati? «Il numero esatto non so dirve-lo ma ce ne sono diversi». E in quale area della Puglia si concentrano? «Le zone più sensibili sono il Gargano, il Salente e la costa jonica sul fronte lucano. Chi ha scheletri nell'armadio deve preoccuparsi ma avrà il tempo per fare quello che avrebbe dovuto fare sin dall'inizio. Ma per i casi eclatanti andremo fino in fondo».