Venezia, città paradossale in molti sensi, conosce da anni il paradosso più doloroso, più inaccettabile. Venezia è attraversata ogni anno da decine e decine di milioni di turisti o post-turisti che vi lasciano fiumi di denaro che arricchiscono moltissimi privati e quasi in nulla le casse pubbliche, a iniziare da quelle comunali.Sembra più che accertato che il turismo alto o basso, escursionistico o culturale, responsabile o inconsapevole che sia faccia transitare circa due miliardi di euro (sic!) in una città che non sa come risanare i suoi conti pubblici. E così di paradosso in paradosso, il sindaco Brugnaro spara ad alzo zero l'ipotesi di vendere Klimt o Chagall che appartengono, stando al Codice dei beni culturali, di certo al Museo di Ca ' Pesaro ma che sono "beni del demanio culturale che non possono essere alienati". Il sindaco fa bene a protestare a Roma per quanto Roma da tempo non dà in termini di milioni di euro secondo decisioni vecchie di anni e approvate in ambito della legislazione speciale per Venezia. Ma un Sindaco che vuole essere innovativo deve andare a guardare seriamente a quei due miliardi di euro che "transitano" in area veneziana senza beneficio alcuno per il Comune. Un sindaco che vuole cambiare, cambi "verso" alle voci di spesa che formano il bilancio della Fondazione Musei Civici e vedrà che anche da quel bilancio possono essere ricavati milioni di euro per la manutenzione e tutela della città' storica. Il sindaco non perda tempo con l'insistere di voler vendere alcuni dei capolavori di Ca' Pesaro e che sono "testimonianze della identità e della storia delle istituzioni culturali" di Venezia e dell'Italia. Tornando al tema dei paradossi, quale inaccettabile paradosso storico sarebbe il solo pensare di vendere "Il rabbino di Vitebsk" che dal 1928 arricchisce di sé la città che conobbe il più antico Ghetto del mondo. Infine, l'idea di vendere a pezzi la città è "l'affare peggiore"che si possa fare a tutto danno di Venezia e del suo Comune. Insomma, non dia retta a chi mal lo consiglia partendo da punti di vista tipici degli abituali predatori del bene comune, qual è ogni opera conservata a Ca' Pesaro, un museo veneziano le cui collezioni sono nate nel corso di più di un secolo grazie al generoso mecenatismo di cittadini e istituzioni veneziane. Storico dell'arte
VENEZIA - Vendere i quadri? Con il turismo transitano 2 miliardi di euro
Venezia è attraversata da milioni di turisti ogni anno, che lasciano denaro per privati e quasi nulla per le casse pubbliche. Il turismo costa circa 2 miliardi di euro all'anno alla città. Il sindaco Brugnaro ha proposto di vendere opere d'arte del Museo di Ca' Pesaro, ma il Codice dei beni culturali impedisce tale alienazione. Il sindaco ha anche proposto di vendere opere d'arte al Museo di Roma, ma questo non è possibile. Il sindaco deve trovare un modo per utilizzare i 2 miliardi di euro che transitano in area veneziana senza beneficio per il Comune. Ha anche proposto di utilizzare i fondi della Fondazione Musei Civici per la manutenzione e tutela della città storica.
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