È ufficiale. Renata Codello rientra a Venezia: il direttore generale del ministero dei beni e delle attività culturali ha firmato la nomina al vertice del Segretariato regionale del Veneto dell'architetto veneziano. Se n'era andata poco più di sette mesi fa dalla Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio di Venezia per quella di Roma. Ora rientra in laguna, a ricoprire però un ruolo meno prestigioso. Il Segretariato regionale, infatti, dopo la riforma del ministero voluta da Dario Franceschini, ha soltanto un ruolo di coordinamento amministrativo, anche se si occupa di appalti. Sarebbe stata la stessa Codello a chiedere di poter tornare nella città dove risiede la sua famiglia. La notizia era stata accolta con qualche critica, soprattutto dalle organizzazioni sindacali. «Come sindacato, esprimiamo tutte le nostre perplessità su questa eventuale decisione, che sarebbe difficilmente comprensibile» aveva dichiarato una settimana fa il coordinatore generale della Federazione Lavoratori pubblici e funzioni pubbliche dei Beni Culturali Rinaldo Satolli. «Sei mesi sono il tempo normale perché un soprintendente prenda conoscenza dei problemi del suo nuovo incarico», aveva commentato il sindacalista, «per cui non si capisce perché dopo soli sette mesi l'architetto Codello debba lasciare la Soprintendenza di Roma, dove era stata nominata, per tornare subito a Venezia. Se l'esigenza, pur legittima, è quella di un avvicinamento, c'è, vacante, la Soprintendenza alle Belle Arti di Bologna che potrebbe essere disponibile. D'altra parte un dirigente dei Beni Culturali sa che le nomine comportano la possibilità di essere trasferiti anche in altra sede e non di restare sempre nella stessa. Per questo siamo molto perplessi, se questo trasferimento a Venezia dovesse attuarsi, perché l'architetto Codello è stato trasferito a Roma anche in base al principio della rotazione periodica dei dirigenti e delle loro sedi. Se adesso, dopo sette mesi, tornasse in quella precedente, sia pure in altro incarico, avremo modo di farci sentire in sede ministeriale». Ora, alla Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio c'è l'architetto Emanuela Carpani, proveniente da Siena. La poltrona al vertice del Segretariato regionale dei beni culturali del Veneto era vuota dallo scorso luglio, da quando era andato in pensione il precedente segretario regionale, Erilde Terenzoni, che lo aveva a sua volta ricoperto solo per poco più di sei mesi.